Roma Capitale

La vittima conosceva il killer Si scava nei rapporti personali

Appuntamento mortale: verifiche su tabulati telefonici e chat

Un’amicizia morbosa con una donna più grande di lei, una storia alle spalle con un uomo dal passato burrascoso, una presunta nuova storia eterosessuale di cui parlava con le amiche su Facebook e un appuntamento con la morte, a Dragona, in via Riserva del Pantano, dove Alessandra Iacullo, 30anni, è stata uccisa a coltellate. É sugli ultimi momenti della vita della babysitter che si concentrano le indagini degli inquirenti. Sui contatti telefonici, attraverso gli esami dei tabulati dei due telefonini recuparati sull’asfalto dagli infermieri del 118 giunti sul posto per soccorrerla. Non solo. Con chi parlava Alessandra prima di morire? Chi c’era in quell’auto che si sarebbe accostata vicino al suo motorino e avrebbe discusso animatamente con la vittima? Secondo una testimone si tratterebbe di una figura maschile. Domande a cui presto gli inquirenti potrebbero dare risposte certe. Al momento, l’ipotesi resta quella di una lite sfociata in un delitto. Una lite feroce, secondo i rilievi autoptici effettuati sul cadavere della ragazza dai medici legali di Tor Vergata. Due ferite al collo, mortali. È morta dissanguata alle 10 di sera di giovedì scorso. Altri tagli differenti per profondità sulle braccia e al volto. Alessandra, di corporatura robusta, si è difesa come ha potuto. A sferrare i colpi, con un coltello, potrebbe essere stata una donna. Mirava al viso di Alessandra. Un fodero, compatibile con l’arma del delitto è stato ritrovato dagli investigatori nel canale adiacente la strada. Ed è proprio difendendosi energicamente che Alessandra potrebbe aver inchiodato il killer. Gli investigatori della Squadra Mobile di Renato Cortese sono alla ricerca di frammenti di tessuto conservato sotto le unghie della vittima da sottoporre ad esame del Dna. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pm Paola Filippi procedono per il reato di omicidio volontario contro ignoti. Ostia, intanto, piange la seconda donna uccisa in dieci giorni. «Dopo il femminicidio di Michela Fioretti, avvenuto ad Acilia per mano dell’ex marito, la nostra comunità piange un’altra vittima. Ancora una volta una giovane donna ferita a morte mentre si trovava in strada». Lo affermano Manuela Campitelli, Giorgia Celli e Nicoletta Guelfi, promotrici del flash mob «Rompiamo il silenzio. Un fiore per Michela e le altre», che si è tenuto al Pontile di Ostia. «Auspichiamo che la giustizia faccia quanto prima il suo corso e ci auguriamo che la vicenda di Alessandra non rappresenti nell’ennesimo caso di denuncia caduta nel vuoto». L’associazione Punto D e il coordinamento cittadino di donne contro la violenza di genere, ha promosso unassemblea pubblica, che si terrà oggi, 6 maggio, alle ore 18, presso l'Aula Sinibaldi della Direzione Sanitaria dell’ospedale Grassi di Ostia (Via Passeroni).

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