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Niente risarcimento per il «venerdì nero»

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Siè concluso senza un accordo il tavolo di confronto del 9 gennaio tra Atac e associazioni dei consumatori, che anche alla luce dell'apertura del sindaco Alemanno, che aveva invocato risarcimenti per i passeggeri «vittime» a dicembre dei continui stop della metro, si dicevano possibiliste. Invece nulla: «Atac ha detto che non ha i soldi – racconta il rappresentante per Federconsumatori Franco Cocco – speriamo almeno che in futuro non si ripetano più situazioni simili». L'azienda ai trasporti capitolina, del resto, aveva già ridimensionato le aspettative, constatando che eventuali rimborsi difficilmente sono compatibili con la situazione economica. Per moltissimi romani, utenti di bus e metro ma anche coloro che si muovono con mezzi propri, sui quali a cascata si sono riversati tutti i disagi in termini di traffico e ingorghi, il 21 dicembre resterà sul calendario come il giorno «dell'apocalisse dei trasporti», così come poi è stato ribattezzato anche sul web nelle stesse ore in cui si discuteva della profezia Maya. L'intero sistema è andato in tilt a causa di un doppio guasto che ha interessato la linea B dalle 8 alle 13. Un cavo tranciato era stato individuato a Termini, mentre a Eur Fermi qualcuno avrebbe attivato il sistema di emergenza. «Vandalismo o sabotaggio», le piste seguite dall'Atac, su cui poi si è concentrata anche l'attenzione della Procura. Indipendentemente dalle cause, fuori e dentro la metro, è stato il caos. Di qui le richieste di risarcimento. Dal primo tavolo, però, non emergono notizie rassicuranti: «Avevamo proposto ad Atac varie alternative – continua Cocco – per esempio un'ora di viaggi gratis in un giorno preciso, oppure di impegnare una parte dei maggiori introiti degli ultimi mesi sugli abbonamenti, ma ci è stato detto che, ad oggi, non ci sono disponibilità». Erica Dellapasqua

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