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Storace candidato unitario Gelo all'interno delPdl

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L'ex governatore: faremo vincere il centrodestra nel Lazio

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Doporiunioni, sondaggi, confronti tra le diverse anime del partito, Silvio Berlusconi ha sciolto la riserva: Francesco Storace, già candidato alla presidenza della Regione Lazio per La Destra, avrà il sostegno del Pdl. Ad annunciarlo lo stesso Berlusconi all'emittente radiofonica capitolina Teleradiostereodue. «Appoggio Storace nella corsa alla Regione - ha detto l'ex premier - uomo deciso, di ottima esperienza, perseguitato dalla giustizia. Sono amico di Francesco e dopo quello che gli è accaduto, perseguitato dalla giustizia, dovendosi dimettere da ministro alla Sanità nel mio governo, credo sia dovuto appoggiarlo nella sua candidatura alla Regione Lazio. È un uomo deciso, di ottima esperienza, e credo possa fare molto bene». L'ipotesi di convergere su una candidatura unitaria del centrodestra per la guida del Lazio è stata oggetto di ampio confronto tra una parte degli ex An, Alemanno in testa e degli ex Fi che puntavano a una candidatura della società civile e un'altra parte che invece premeva per una candidatura politica. Gli eventi delle ultime due settimane hanno poi fatto il resto. La discesa in campo di Berlusconi e la "scissione" del "Centrodestra nazionale" di Gasparri e La Russa e dei "Fratelli d'Italia" di Meloni e Rampelli sono «traumi» che, alla fine, potrebbero ricompattare il fronte. La candidatura del magistrato Simonetta Matone, che era data quasi per certa fino a un paio di giorni fa, è tramontata alla notizia che la Matone avrebbe posto come condizione un seggio alla Camera. Questa è la versione più o meno ufficale. Ufficiosamente, i dirigenti del partito locale si sono resi conto che candidare una persona estranea alla Regione, con una campagna elettorale che parte in svantaggio e soprattutto limitata a due mesi scarsi di propaganda, avrebbe azzerato il vantaggio di una candidatura "civile". Troppe le cose che un "esterno" avrebbe dovuto apprendere per fronteggiare un candidato già ferrato in materia di rifiuti, sanità, infrastrutture, qual è Nicola Zingaretti per il centrosinistra. Infine, ma non per ultimo, la dichiarazioni di autorevoli esponenti dei neonati Fratelli d'Italia che facevano intendere un appoggio a Storace piuttosto che a un candidato della società civile espresso dal Pdl. L'esperienza di Storace, già governatore del Lazio dal 2000 al 2005 e capogruppo uscente alla Pisana, ha fatto il resto. «Se le cose stanno così, è una bella sorpresa e ho la responsabilità ulteriore di far vincere il centrodestra nel Lazio» aveva commentato a caldo Storace nell'apprendere del sostegno di Berlusconi. «Ho chiamato il presidente Berlusconi - ha rincarato ieri il leader de La Destra - e gli ho detto che oltre alla Regione, conquisteremo nel Lazio anche il premio di maggioranza al Senato». L'appoggio a Storace, tuttavia non è stato commentato da alcun esponente del Pdl romano o laziale, incluso il sindaco Alemanno, che del resto aveva "bocciato" ufficialmente l'ipotesi di una candidatura unitaria intorno all'ex collega di partito che, ricordiamo, in Campidoglio è all'opposizione. Un dettaglio che, a questo punto, andrà rivisto e corretto anche in vista delle elezioni capitoline che si terranno tra la fine di aprile e i primi di maggio. Gli unici «big» a commentare sono stati la governatrice uscente, Renata Polverini: «Francesco Storace è la persona ideale, per lealtà, grinta, passione e la competenza che ha della nostra Regione»; e l'onorevole Francesco Giro: «Il candidato è quello indicato da Silvio Berlusconi, ed è Francesco Storace». Un «in bocca al lupo» era invece arrivato a Storace dalla consigliera regionale e moglie di Alemanno, Isabella Rauti. Accadeva tuttavia 24 ore prima dell'annuncio di Berlusconi e in occasione della candidatura ufficiale di Storace alla guida del Lazio per La Destra. Presto dunque per comprendere se la doccia fredda al Pdl locale abbia avuto un effetto «rinvigorente».

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