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Mentre Bondi affila la scure negli ospedali scoppia la rivolta contro il commissario alla sanità del Lazio.

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All'ingressodel San Filippo Neri ieri è stato esposto uno striscione che parla chiaro: «Siamo l'unica assicurazione sulla vita che vi potete permettere». Nel piazzale ieri mattina gli operatori hanno organizzato un'assemblea aperta alla cittadinanza per dire «no alla chiusura» dell'ospedale romano che rischia di essere «cancellato» dai tagli che Bondi si appresta a varare. Diversi i banchetti allestiti fuori e all'interno della struttura ospedaliera, punto di riferimento nel quadrante nord della Capitale, in cui si raccolgono firme contro la chiusura. «Ne abbiamo raccolte oltre 15mila in tre giorni - riferisce un infermiere, Giuseppe - Per salvare questo ospedale siamo pronti a tutto, anche a presidiarlo e a occuparlo come si faceva al liceo perchè in ballo c'è la salute che è il primo diritto dei cittadini». Nel piazzale l'assemblea è affollata da medici e infermieri, si susseguono gli interventi dei lavoratori. Anna è un'una anziana che ha il marito ricoverato proprio al San Filippo Neri e che spiega: «È da cinquant'anni che vengo qui e mi trovo bene. Per salvare questo ospedale sarei pronta a fare tutto, a fare la rivoluzione, anche se non ho l'età». Gianni Nigro, della Fp Cgil spiega: «Questa è l'unica struttura pubblica generale di Roma nord, con 1.880 lavoratori, a fronte di una dotazione organica di 2.400. I posti letto sono 540». Claudio Pandimiglio, amministrativo, gli fa eco: «Nonostante l'assemblea abbiamo garantito tutti i servizi, con grande senso di responsabilità». «Sono venuta come cittadina perchè sono solidale con chi sta combattendo questa battaglia perchè in questa zona abbiamo pochissimi ospedali», dice Luisa, mentre un'altra partecipante all'assemblea aggiunge: «Vogliono farci fare la fine dell'America: se hai i soldi ti curi, altrimenti no. Già non abbiamo gli stipendi, come facciamo a garantirci la salute?». Capitolo a parte quello dei precari: Antonella, un medico afferma: «Io sono un medico precario e aspetto il rinnovo del contratto. Se chiude l'ospedale rischio di andare a casa». Ettore aggiunge: «Io sono un medico neurologo precario da sette anni e noi temiamo ancora di più la chiusura perchè sarà difficile tutelare i precari di un ospedale che chiude. Stiamo pensando a gesti simbolici e flash mob per fare capire il valore di questa struttura». Duro l'intervento di Paolo Dominici, segretario provinciale della Uil-Fpl: «Il San Filippo Neri, il Cto, l'Oftalmico e il Forlanini non devono chiudere, né devono essere declassati. Questi ospedali a partire dal San Filippo Neri dovranno continuare il loro processo di rilancio o da rilanciare. Questa assemblea è un segnale inequivocabile. Siamo pronti a difendere queste strutture con tutti i mezzi a nostra disposizione. Basta fidarsi della politica e soprattutto basta fidarsi dei cosiddetti tecnici di governo abili soprattutto a tagliare. Basta derogare ai cosiddetti manager la sorte dei nostri nosocomi, anzi, si dimettano tutti quei direttori generali che non sapranno o non vorranno difendere le proprie aziende dall'attacco indiscriminato delle istituzioni. Ci difenderemo da soli, siamo pronti alle barricate». Situazione infuocata anche allo Spallanzani contro il piano di accorpamento con il San Camillo e il mantenimento dell'autonomia giuridica dell'Istituto di Ricerca, Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs). Gli operatori sanitari in un documenti si dicono «indignati» dall'accorpamento e dalla chiusura del Forlanini. «Il commissario Bondi - spiegano - non può proporre un taglio lineare di posti letto in ospedali pubblici di assoluta eccellenza». Nel documento si ricorda che «lo Spallanzani è un esempio unico al mondo di integrazione tra attività clinica rivolta alla cura dei pazienti con malattie infettive e infezione da Hiv/Aids e attività di ricerca di base». L'accorpamento dello Spallanzani sarebbe stato in ogni caso smentito da Bondi nell'incontro che il commissario ha avuto ieri con i dg di Asl e aziende ospedaliere del Lazio. Rivolta anche al Cto, ieri occupato simbolicamente da dipendenti, medici, operatori e pazienti per scongiurare la chiusura dell'ospedale. Dan. Dim.

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