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Il Cto resiste a oltranza ma solo con la buona volontà

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Maieri, per l'Ospedale Cto – Andrea Alesini di Garbatella, fiore all'occhiello dell'ortopedia capitolina, già passato una prima volta sotto la scure della spending review, i dubbi si sono assottigliati. Le ultime indiscrezioni danno per certa la sua scomparsa insieme ad Eastman, Forlanini e Oftalmico. Degli oltre 200 posti letto ne rimangono un'ottantina; parecchi reparti, fra cui Cardiologia, Chirurgia d'Urgenza, Oculistica, sono stati chiusi: restano gli stanzoni in disuso. Fra la preoccupazione del personale nei corridoi per le sorti della struttura, che quest'anno compie 70 anni, proseguono l'attività con meticolosa professionalità Ortopedia 1 e 2, Neurochirurgia, Terapia intensiva, Chirurgia generale, Traumatologico 1 e 2, oltre all'Unità spinale spostata al IV piano e al Pronto soccorso. Poi, c'è un reparto fantasma – Chirurgia della mano – soppresso sei mesi fa, con oltre 250 richieste mensili all'attivo, smistate in altri reparti. Stretta pure sulla mensa: all'ospedale vengono cucinati solo i primi per i pazienti; i secondi precotti arrivano dal S. Eugenio. Mancano coperte, scarseggiano i medicinali, ma si fa l'impossibile e di più nell'interesse dei ricoverati; domenica erano in due gli infermieri nel turno di notte ad ortopedia. E l'imperativo è non mollare. A servizio dei tanti pazienti che continuano ad arrivare, persino in elisoccorso. «Non sappiamo come finirà», dicono gli infermieri di Ortopedia. Per adesso, i loro stipendi non hanno subito tracolli, «ma è un oltraggio chiudere una struttura specialistica di eccellenza com'è il Cto sulla piazza di Roma da anni. Non si può». Terapisti, primari disponibili anche in questi giorni h24, infermieri e personale chiedono lumi su quel che sarà. Ieri mattina, un'assemblea, per cercare chiarezza «sul perché malgrado Inail sia pronta a firmare la compartecipazione alla ristrutturazione, alla gestione e al rilancio dell'ospedale, lasciando solo un 30% del plesso alla Regione, si voglia chiudere comunque». Una mobilitazione permanente che non abbraccia di certo la politica dei tagli lineari del Commissario alla Sanità del Lazio, Enrico Bondi, mirati a colpire interi reparti dei grandi ospedali romani. Il Municipio Roma XI ha annunciato un corteo dal Cto alla Regione martedì 11. In piazza anche medici, infermieri e operatori del San Filippo Neri, anch'esso a rischio chiusura: da stamattina ad oltranza, l'assemblea della Rsu aziendale. In attesa del dossier di risanamento. «Piano irricevibile: i numeri sono sbagliati», attacca il capogruppo regionale Pd Esterino Montino. Oggi al ministero dell'Economia, l'attesissimo vertice tra Bondi e i direttori generali metterà nero su bianco la nuova rete ospedaliera del Lazio.Valentina Conti OREDROB:#[email protected]%@

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