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Pomarici: tutti rispettino l'Inno di Mameli

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Ierimattina in Campidoglio, come ad ogni apertura di seduta dell'Assemblea Capitolina, l'Inno nazionale è risuonato nell'aula Giulio Cesare. Ma alcuni presenti che assistevano ai lavori d'Aula per l'approvazione del Bilancio non si sono alzati in piedi, suscitando la dura reazione del presidente dell'Assemblea Capitolina, Marco Pomarici. «Non è tollerabile che parte del pubblico presente in Aula Giulio Cesare rimanga seduto durante l'esecuzione dell'Inno d'Italia. Il rispetto del regolamento dell'Assemblea Capitolina si applica, non solo ai consiglieri, ma anche ai cittadini che decidono di seguire i lavori. Chi non li condivide è libero di uscire ma non certo di mancare di rispetto all'Istituzione e al Paese. Qualora si verificasse nuovamente un episodio simile interromperò prontamente l'esecuzione dell'Inno per chiedere di allontanare chi non assumerà un atteggiamento adeguato». Sostegno bipartisan per l'iniziativa di Pomarici. «L'Inno di Mameli merita il rispetto di tutti», dice il capogruppo Pdl Luca Gramazio, cui fa eco il gruppo del Pd in Campidoglio: «Il rispetto delle Istituzioni, e in questo caso delliAssemblea Capitolina da parte di chi la rappresenta e di chi prende parte alle sedute è ingrediente importante di una democrazia. Il richiamo del presidente Pomarici è quindi condivisibile perché tutela il regolamento delliAula Giulio Cesare e perché chiede il rispetto di uno dei simboli nazionali: l'inno», dicono Marroni e Panecaldo. Per il capogruppo de La Destra la mancanza di rispetto all'Inno è «intollerabile», mentre per l'Udc Voltaggio il richiamo di Pomarici è «rivolto all'intero Paese». Fanno muro attorno al presidente i consiglieri Pdl Mollicone e De Priamo. Dan. Dim.

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