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Le scuole, la Sentinelli e le delibere «sottobanco»

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Materiadel contendere stavolta è la delibera sul dimensionamento scolastico. La giunta aveva formulato una proposta di delibera passata al vaglio della commissione Scuola che ha dato parere favorevole anche se non vincolante. Un passaggio espressamente previsto dall'iter amministrativo. In commissione il dibattito ha tenuto banco per tutto gennaio fino all'approvazione di un testo che integrava alcune delle richieste dell'opposizione e accettate dall'assessore Sentinelli. L'opposizione alla fine si era astenuta, perché giudicava i cambiamenti insufficienti, pur apprezzando l'accordo implicito cui si era arrivati su alcuni punti. La Giunta poi ha approvato il 3 febbraio la versione definitiva della delibera (la numero 42) che recepiva gli emendamenti. In teoria la partita doveva considerarsi chiusa. Ma dopo un mese la giunta ha approvato due delibere (la numero 83 del 2 marzo e la numero 94 del 9 marzo) che cambiano quanto deciso in commissione e ratificato dall'esecutivo. L'opposizione denuncia un modo di fare politicamente scorretto e poco rispettoso del Consiglio. Per giustificare il cambio sulle scuole del XV Municipio, ad esempio, si parla di una rettifica «a seguito di puntuale accertamento toponomastico della esatta ubicazione degli istituti» e si cambiano le scuole accorpate. Ad Anzio invece il dimensionamento viene cambiato tre volte. Il consigliere regionale del Pd Marco Di Stefano sbotta: «Pensavamo di aver visto tutto ma non è così: dopo i giochetti subiti in commissione Scuola a gennaio, ora arrivano le modifiche sottobanco, mascherate con scuse ridicole. Un comportamento dell'assessore scandaloso e inaccettabile. La cosa doveva finire in commissione. Ma la Sentinelli, dopo aver mostrato in pubblico di aver accettato le modifiche dell'opposizione, dopo un po' di tempo, quando il clamore mediatico si è placato, cerca di modificare quanto votato dal Consiglio, cambiando subdolamente le decisioni prese e accorpando e scorporando istituti scolastici a suo piacimento. Un modo di fare formalmente sbagliato e politicamente scorrettissimo. È successo due volte questo mese. È un modo di fare inaccettabile di cui ci ricorderemo, così come ci ricorderemo che palesemente non si possono fare accordi politici con l'assessore Sentinelli, visto che poi non li rispetta. Prendiamo atto, poi, e con estremo stupore dell'indecoroso silenzio della presidente della Commissione Scuola Olimpia Tarzia che non sa e non vede». Daniele Di Mario

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