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E Alemanno convoca la maggioranza

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Ineffetti, in questo caso, si tratta di un ritorno al passato, quando Alemanno stesso convocava periodicamente confronti interni. Memorabile il «seminario» di due giorni convocato nell'ottobre 2008 alla Casa di San Bernardo, sulla Laurentina, per sanare alcuni malumori che bloccavano l'aula. In questo senso, la Polverini ha "copiato" il sindaco e, sembrerebbe, con buoni risultati. Diverso dunque l'approccio di Alemanno che dopo cinque cambi in giunta e almeno due anni di un mancato confronto allargato tra giunta e consiglieri, torna a dettare la linea. All'ordine del giorno, certamente, l'ultimo rimpasto con l'ingresso della Funari nella squadra di governo e l'arrivederci di Antoniozzi. L'attenzione, tuttavia, sarà rivolta principalmente al difficile, complesso bilancio capitolino al quale sta lavorando nel completo riserbo l'assessore Lamanda. I fondi a disposizione saranno pochi e, a maggior ragione, occorre un gioco di squadra pressoché perfetto. Non solo. La riforma di Roma Capitale, per la quale è stata richiesta un'ulteriore proroga, e sulla quale il sindaco ancora preme per poter mantenere il numero dei consiglieri capitolini a 60, ben consapevole che la loro riduzione a 48 sta già provocando sussulti e cambi di corrente (e di partito). Sullo sfondo, ma non troppo, il congresso romano e provinciale (con l'indicazione del nuovo segretario regionale) che si dovrebbero tenere a fine mese. Ancora, il sindaco chiederà un programma dettagliato dell'ultimo anno di consiliatura nel quale non sono ammessi errori. E per questo occorre sinergia tra giunta e consiglio. Un fatto questo non sempre scontato. Sus.Nov.

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