Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Pronto soccorso al S. Camillo? Per terra

San Camillo-Forlanini, un paziente soccorso su un materasso adagiato sul pavimento

  • a
  • a
  • a

Pronto soccorso al collasso, letti e barelle esauriti e medici costretti ai salti mortali per curare i pazienti. Così ci si arrangia come si può e i malati vengono curati persino in terra. Non è la scena di chissà quale remoto ospedale da campo su chissà quale fronte di guerra del pianeta, ma è ciò che accade quotidianamente al Pronto soccorso del San Camillo-Forlanini, la principale azienda ospedaliera di Roma e della Regione Lazio. Tutto documentato dalle inequivocabili foto scattate dagli stessi medici del pronto soccorso pubblicate in queste pagine. I malati vengono curati su materassi messi per terra o, addirittura, i medici sono costretti per l'indisponibilità di posti letto e barelle, a eseguire massaggi cardiaci a pazienti distesi sul pazimento. La denuncia arriva dal capogruppo del Partito democratico al Consiglio regionale del Lazio, Esterino Montino, che ieri ha incontrato i medici dell'ospedale, in stato d'agitazione da giorni e in procinto di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per interruzione di servizio pubblico d'emergenza, omissione di atti d'ufficio e disastro colposo. «La situazione - dice Montino - ha superato il limite della vergogna. I medici della struttura sono in agitazione per denunciare condizioni intollerabili in cui da mesi sono costretti ad operare, pericolose per la salute dei pazienti». «A questo livello di degrado e abbandono - conclude Montino - la sanità del Lazio non era mai arrivata. Credo che la politica debba assumersi le proprie responsabilità, prima che sia costretta a intervenire la magistratura. Occorre mettere in campo soluzioni d'emergenza, assumere il personale necessario o utilizzare quello in mobilità, ricavare nuovi spazi di ricovero utilizzando per esempio i 20 posti letto predisposti per i rifugiati libici». I medici lavorano in condizioni impossibile da mesi e sono in procinto di esplodere. «Senza risposte immediate inoltreremo una denucia alla Procura della Repubblica», annuncia una delegazione di camici bianchi e operatori sanitari. I medici protestano - fanno sapere - per garantire i diritti inalienabili sanciti dalla Costituzione: il diritto a un'assistenza sicura, il rispetto della dignità della persona, di chi lavora e di chi è assistito. «In uno stato di emergenza come quello in cui siamo è inutile fare troppe chiacchiere: prima si risolve l'emergenza, le persone chiedono un letto, poi si discute di eventuali progetti. La situazione si sta aggravando di anno in anno perché sono stati anche chiusi altri ospedali», dice Bruno Schiavo, segretario dell'associazione medici dirigenti Anaao San Camillo. «Si parla di Pronto Soccorso generale ma è bene chiarire che il San Camillo ha tre Pronto Soccorso. Tutti - ha detto Francesco Medici, segretario aziendale Federazione veterinari e medici - sono in altissima sofferenza. Siamo tornati alla situazione che si viveva trent'anni fa dei letti in corridoio, una situazione vergognosa. Si è fatto questo Piano di riordino con la chiusura di 24 ospedali ma tutta la gente da quache parte deve andare». Gianmattia Mastroianni, rappresentante Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani, ha aggiunto: «Qui bisogna denunciare un'enorme presa in giro: hanno autorizzato 5 persone ma in realtà ne servirebbero decine. Il problema è che queste autorizzazioni non vanno neanche a coprire la stabilizzazione dei precari e la denuncia sta nel fatto che non è un problema di crisi. Noi siamo l'unico ospedale soggetto a questa attenzione negativa della Regione, perché per quanto riguarda il nostro campo, i rianimatori, sappiamo che sono state autorizzate assunzioni al San Giovanni, al Santo Spirito, e a tempo indeterminato anche all'ospedale di Bracciano che tra due mesi chiude». Montino ne fa anche una questione politica: «Presenterò immediatamente una richiesta di Consiglio regionale straordinario e un'interrogazione per proporre soluzioni. Per il San Camillo serve una maggiore dotazione di personale medico e infermieristico proprio per tamponare la situazione che è tragica. Abbiamo toccato il fondo perché ci sono decine e decine di persone nei corridoi, dentro il reparto di rianimazione, in barella una attaccata all'altra. Lo spazio fisico è andato in tilt». Secondo Montino, «il vero problema sta nel fatto che qui si stanno trattando tutte le strutture sanitarie allo stesso modo, senza capire che bisogna far diventare le strutture di eccellenza un punto di élite e questo significa dotarle di mezzi, strumenti, personale». Pronta la replica del direttore generale del San Camillo Aldo Morrone: «Avremo a breve nel Pronto Soccorso 19 posti letto in più. Non confermo la situazione descritta da Montino: sono giunto in Pronto Soccorso una mezz'ora dopo la sua visita, ma non l'ho trovato in gravi condizioni di degrado. Gli spazi fisici del Pronto Soccorso sono insufficenti per il tipo di utenza che si rivolge al San Camillo, in maniera appropriata e inappropriata. Il totale degli accessi si è ridotto ma il numero dei codici rossi è aumentato. C'è già una delibera per far partire lavori sui nuovi spazi al Pronto Soccorso del San Camillo: lo spazio per i 19 posti letto al Pronto Soccorso al piano terra sarà pronto entro due mesi. A breve riutilizzeremo anche i 17 posti letto predisposti per i rifugiati libici, per i quali abbiamo bisogno però di un investimento professionale». La speranza è che i tempi siano rispettati. Le foto parlano da sole.

Dai blog