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Il codice della strada investe i tavolini

I tavolini all'aperto dei ristoranti di piazza Navona, Roma

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Molto presto a «comandare» nelle più importanti piazze capitoline sarà il codice della strada che restringe, addossa alle colonne, delimita spazi prima lasciati liberi, toglie e non regala, insomma regola le occupazioni di suolo pubblico e non guarda in faccia nessuno, regolari o abusivi che siano. Sono stati portati in Giunta i piani di massima occupabilità per 14 piazze (Campo de' Fiori, San Lorenzo in Lucina, Santa Maria in Trastevere, Pantheon, Mignanelli, Sant'Apollinare, piazza di Pietra, Sant'Ignazio, Sant'Eustachio, Santa Cecilia, Monti, S. Giovanni in Laterano, Barberini, Repubblica). Stabiliscono il massimo delle osp consentite avendo come punto fermo il codice della strada. Il risultato è una cura dimagrante per tavolini, sedie, ombrelloni e spazi esterni il più delle volte assai ridotti. I tempi di applicazione di questa delibera sono brevi, fermo restando che gli esercenti dovranno adeguarsi solo una volta scaduta la loro licenza in corso. Da giovedì a ieri abbiamo verificato la situazione di queste 14 piazze, cartine del Campidoglio alla mano. Per alcune sarà una rivoluzione. A Campo de' Fiori quasi tutte le osp non dovranno superare i 4,2 metri. Sul lato corto della piazza, a destra venendo da Corso Vittorio, l'attuale occupazione arriva a sfiorare i due lampioni, quasi inglobandoli. Questo esercizio dovrà arretrare di due metri, e non è l'unico caso. Manca il rispetto della distanza (2 metri) rispetto all'angolo di via dei Baullari, ci sono i civici 6, 22b, 35 e 49 che hanno davanti alcune occupazioni mentre dovrebbero essere lasciati liberi. Da via dei Giubbonari, sul lato destro della piazza, le attuali osp dovranno essere dimezzate. Piazza della Rotonda è un altro caso di «cura dimagrante». Non si potranno superare i 4,30 metri di profondità e quasi tutte le osp dovranno togliere da una a due file di tavoli. Il ristorante Di Rienzo dovrà ridursi in lunghezza di almeno un metro: da 4 a 6 tavoli salteranno via. Il locale vicino dovrà indietreggiare di due metri. A Santa Maria in Trastevere, il ristorante Galeassi perde più del doppio della sua osp attuale (da 7 a 2,80 metri), anche se al momento sembra aver vinto la sua battaglia contro la decisione degli uffici città storica di dover avanzare l'osp per permettere il cono visivo sulla piazza. Mentre il ristorante Sabatini, da cartina, avrebbe un'osp di 6 metri di profondità e ne perde due. In qualche caso tenere i tavolini all'aperto sembra un'impresa. In piazza Barberini le concessioni sul lato sinistro (spalle Tritone) non potranno superare 1,5 metri di profondità dal muro, addirittura solo 80 cm sono concessi al Pepy's. In piazza San Giovanni in Laterano il limite alla profondità è di un metro: in alcuni casi di 85 centimetri. «Colpiti» alcuni locali noti. Il Mc Donald's di piazza della Repubblica dovrà togliere i tavolini dal selciato; in piazza Madonna dei Monti uno dei più frequentati locali della movida romana perde tutti i tavoli sul lato di via degli Zingari. Dovranno essere lasciati liberi anche i marciapiedi in piazza Sant'Eustachio e in piazza Mignanelli, mentre il marciapiede davanti al ristorante Le Cave in piazza Sant'Ignazio potrà essere occupato dai tavoli per tutta la sua profondità e non oltre. A piazza San Lorenzo in Lucina bisognerà stare attenti a lasciare liberi gli angoli della strada e rispettare gli 8 metri di lunghezza e i 4 di profondità: potrebbe saltare qualche sedia o tavolo dei 3 esercizi su piazza. Così come a piazza Sant'Apollinare dove l'osp del ristorante "Il Passetto" occupa lo spazio fino all'angolo di via Sant'Apollinare, mentre da cartina quell'angolo dovrà essere lasciato libero.

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