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Fila nei negozi per cambiare il regalo doppione

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File nei negozi per cambiare i regali

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Lo stress da regalo continua anche dopo il 25: dopo la corsa allo shopping pre-natalizio, il popolo degli insoddisfatti - archiviato il sorriso di circostanza e recuperato lo scontrino - torna in negozio per il cambio merce. Doppioni, taglie sbagliate, colori non azzeccati: il 27 dicembre, per i commercianti, è il giorno dei "resi”. Dalle gioiellerie alle librerie, passando per centri commerciali e mercatini, ieri era il turno dei clienti del regalo indesiderato: lunghe code nella speranza di "rimediare" allo sbaglio altrui prima che i saldi riducano notevolmente la scelta. Se non si tratta di taglie e misure, si scambia il regalo inutile, quello doppio, quello indesiderato. Comun denominatore, il fatto che - quest'anno più che mai - non ci si accontenta più: «Per qualcosa che si ritiene più utile cambiano anche articoli che costavano 5 euro come le candele - è sorpresa Catia dal mercatino di San Giovanni - di solito con questi prezzi non capitava». Altra costante, quella di non mettere mano ai portafogli: tra vecchio e nuovo, non si è disposti a spendere la differenza. A San Giovanni, file alla Coin: «A qualche signora non piaceva il colore dell'anello», spiegano da Swarosky, oppure «hanno scambiato portafogli che erano doppioni», confermano da ICartaI. «I clienti puntano all'utilità - continua Gianna da Teichner - non si accontentano di un regalo che non ritengono indispensabile». Qui, nella sola mattinata di ieri, calcolavano resi per un totale del 20% rispetto alla merce venduta nel periodo pre-natalizio: «In tanti entrano per vedere se c'è qualcosa che può piacergli di più, uscendo poi con un articolo diverso». Copione ben conosciuto da David Saddler: «Rispetto all'anno scorso abbiamo un 60% di resi in più. I nostri clienti cambiano proprio genere di acquisto: gli scontrini, per lo più del 23 e 24 dicembre, indicano che gli acquisti sono stati fatti in fretta e senza pensarci, quindi sbagliando il pensiero».Stesso trend per gli altri negozi di via Appia Nuova: da Benetton, che alle 12 contava 110 regali riconsegnati, da Intimissimi, 27 resi («i ragazzi non ci prendono mai sulle taglie»), da Coccinelle, «su quattro scontrini emessi tre sono cambi» e perfino alla libreria Mondadori, «ci hanno portato indietro cinque libri». Insomma, in tempi di crisi sul regalo si diventa più esigenti, anche a costo di sacrificare un po' il bon ton. E l'unica etichetta che conta diventa quella del vestito da cambiare.

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