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Rivolta al Pantheon, le stufe sono salve

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Pantheon

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Alla protesta degli esercenti di piazza della Rotonda, ieri, si sono uniti anche quelli di piazza Navona e di Campo de' Fiori. Un «esercito» di un centinaio di titolari e dipendenti delle attività commerciali di tre piazze storiche di Roma, che hanno rinunciato ad un giorno di lavoro per prendere cartelloni, megafoni, fischietti e chiedere al sindaco e al presidente del I municipio Orlando Corsetti una tregua per il periodo natalizio degli interventi di rimozione per occupazione di suolo pubblico avviati dal Municipio. Corsetti ha fatto orecchie da mercante, Alemanno ha risposto e ha detto loro di stare tranquilli e ha firmato un'ordinanaza che blocca le rimozioni degli arredi esterni fino al 9 gennaio. La decisione, anticipata ieri da «Il Tempo», è arrivata al termine di un incontro a porte chiuse tra sindaco e presidente del Municipio. È stata accolta tra gli applausi e i sospiri di sollievo dei commercianti che in questi giorni hanno temuto per la loro attività e i dipendenti. La linea dura avviata da Corsetti in tema di occupazioni di suolo pubblico ha preso di mira le scorse settimane tavoli, sedie, gazebo, stufe e perfino tende arrotolate sotto le mantovane: se occupano abusivamente il suolo pubblico vanno rimosse. Non importa se, come nel caso dei caloriferi esterni, la questione sulla pericolosità o meno del loro uso sia ancora in discussione. Il passo successivo sarebbe stato rimuoverle anche a piazza Navona e a Campo de' Fiori, le altre due piazze dopo il Pantheon, dove per parere della Sovrintendenza le stufe non possono essere autorizzate. Gli esercenti hanno deciso di chiudere per un'intera giornata perché ritengono di essere stati presi di mira da un'amministrazione municipale che non li  ascolta. Le voci in piazza erano più o meno tutte di questo tenore: «Anche noi siamo per le regole, chi occupa abusivamente il suolo pubblico deve essere perseguito, ma prendersela con noi per le stufe o le tende arrotolate ci sembra un po' troppo». E soprattutto, «concedeteci una tregua natalizia» perché questo è il momento clou per gli affari. In piazza, accanto agli esercenti, sono scesi Confcommercio, Confesercenti, Cna e Confartigianato. Il più agguerrito, Nazzareno Sacchi, presidente della Fipe-Confcommercio, non usa mezzi termini: «Il I municipio non può legiferare su una materia così delicata come le occupazioni di suolo pubblico. Si apra un confronto per parlare di quello che è consentito o no». E anche su questo fronte Alemanno ha dato risposta con la decisione di istituire una commissione con i rappresentanti del Campidoglio, del I Municipio e della Sovrintendenza con il compito di fare un quadro complessivo rispetto agli impianti di riscaldamento, agli arredi e alle Osp. Sui mezzi di  riscaldamento, in realtà, Corsetti aveva fatto un passo indietro dichiarando la disponibilità a trovare un'alternativa. Si era parlato di sostituire i «funghi» con mezzi elettrici. Proposta già bocciata dagli esercenti, che fanno notare come un'alta concentrazione di questi impianti su una piazza farebbe saltare la corrente. Insomma, la questione è tutt'altro che risolta e sicuramente continuerà a scaldare gli animi degli esercenti che intanto, però, incassano la prima vittoria. «Questa tregua concessa dal sindaco è importante - chiosa Liborio Pepi, Presidente della Fiepet-Confesercenti - perché dimostra un'attenzione diversa rispetto a quella dimostrata fino ad oggi dal Municipio».

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