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La Provincia si defila. Bufera su Cotral

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Intanto,ufficiosamente, si parla già di almeno 200 dipendenti Cotral da mandare in Cassa integrazione. Una vera bufera quella che si sta per abbattere sull'azienda del trasporto pubblico regionale. I motivi? Economici, certamente. Il taglio annunciato dalla governatrice Polverini, che porta da 233 a 208 milioni l'importo previsto dal contratto di servizio, aggrava una situazione economica già al collasso. Non solo conti però. La lettera della Provincia di Roma che annuncia di non voler ricapitalizzare l'azienda ha il sapore squisitamente politico. Una missiva che sorprende nei tempi ma non nella sostanza. L'assessore Colaceci in pratica scrive: «L'amministrazione provinciale dichiara di non poter procedere alla ricapitalizzazione dell'azienda per la propria quota, iniziando in tal modo il percorso che porterà la Provincia di Roma a non esserne più socia». Perché? «Le nuove disposizioni normative, la mancata realizzazione delle condizioni poste dalla Provincia di Roma sin dal mese di giugno, e infine le recenti scelte della Regione che ridurrebbero in maniera significativa la quota di partecipazione azionaria della amministrazione provinciale - dice la Colaceci - rendono inevitabile la decisione di uscire dalla compagine societaria dell'azienda seppure con il rammarico che questo non sia accaduto a seguito di una più complessiva discussione sul riassetto di tutto il sistema del trasporto pubblico che sarebbe stata auspicabile. Naturalmente - conclude poi l'assessore - questa decisione obbligata non ci esenterà dallo svolgere il nostro ruolo di controllo e monitoraggio del servizio che interessa per lo più il territorio della Provincia né di continuare a dare il nostro contributo al sistema del trasporto pubblico gravemente compromesso dai tagli operati dal Governo nazionale come sinora abbiamo fatto nell'interesse dei pendolari e dei lavoratori». Nel caso di Cotral, la ricapitalizzazione da parte della Provincia di Roma è pari a circa tre milioni di euro. Una cifra che, nonostante crisi e tagli, l'amministrazione Zingaretti può ben permettersi. Ovvio dunque che l'obiettivo è politico ed ha, probabilmente, un doppio scopo. Il primo, ammesso implicitamente anche dalla Colaceci, la mancanza di una strategia complessiva e lungimirante sul comparto del trasporto pubblico locale che punta, almeno da parte di Provincia e Regione (alias Zingaretti e Polverini) alla realizzazione di un gestore unico. Il secondo invece punterebbe a un nuovo assetto interno al Consiglio di amministrazione che, seppure abbastanza fresco di nomina, avrebbe già scontentato i "referenti" politici. Tutto questo (e probabilmente altro ancora) avrebbe portato la Provincia a svolgere la parte della testa di Ariete annunciando l'uscita dalla partecipata del trasporto pubblico con la speranza di accelerare almeno uno dei due processi di trasformazione. L'assenza di commenti da parte degli altri soci se non conferma quanto meno alimenta più di un dubbio.

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