Alemanno candida Shalit al Nobel per la pace
Poiuna domanda spensierata e leggera, quasi a cacciare i giorni orribili della progionia: «Sindaco, come va il campionato italiano di calcio?» Gilad Shalit sembra un ragazzo come tanti mentre parla con Alemanno e con il presidente della Comunità ebraica di Roma, Pacifici. Nella sua casa, una villetta a Mitzpe Hila, vicino al confine con il Libano, il sergente ha ricevuto in dono la Lupa capitolina che spetta ai cittadini onorari della Capitale. «Da oggi e per sempre - gli ha detto Alemanno - sei cittadino di Roma. Per te sarà sempre come casa tua». Poi Alemanno ha proposto che a Shalit venga consegnato il premio Nobel per la Pace: «Gilad è il simbolo della condanna al fondamentalismo, all'oppressione e alla negazione dei diritti dell'uomo».
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