Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

«Calderoli si denuncia» Il sindaco contro la Lega

default_image

  • a
  • a
  • a

Lascomoda alleanza di governo tra Pdl e Lega è archiviata. Ma sulla riforma dello status della Città Eterna non si placa la bagarre tra il sindaco Alemanno e il Carroccio. Il primo cittadino affida a un videomessaggio pubblicato sul proprio blog l'ennesima risposta agli attacchi leghisti. Sul banco degli imputati stavolta c'è il quotidiano La Padania. «Come mai il decreto legislativo per Roma Capitale, preparato già da tempo durante il governo Berlusconi, è stato approvato come primo atto da un governo tecnico? - si chiede Alemanno - La risposta ce la dà La Padania con il titolo "Roma caput Monti" ma ancora di più ce la dà Calderoli dicendo: "Onorato di aver fermato quel decreto". Qui abbiamo la chiara autodenuncia della Lega che nel momento in cui andava a rappresentare tutta la nazione un ministro leghista andava a bloccare il decreto. Ecco perché il governo Berlusconi non l'ha potuto approvare ed ecco perché siamo arrivati a questo». Alemanno poi mette i puntini sulle «i»: «Siamo stanchi di bugie e di menzogne. La Padania continua a parlare di soldi dati alla Capitale. Quali soldi? Noi siamo in tutta Italia i cittadini che pagano più Irpef, perché serve per pagare i debiti che abbiamo ereditato dalle gestioni del passato. Abbiamo gli investimento bloccati dal Patto di stabilità voluto da influenze e interventi anche da parte leghista e abbiamo i trasporti pubblici locali e i servizi sociali a rischio proprio per questi tagli». Stanco di «menzogne e offese» Alemanno annuncia un incontro a Milano con tutti i sindaci d'Italia per «definire una strategia per portare le nostre proposte per salvare gli enti locali dalla crisi. Faremo un ragionamento comune. Roma sarà al fianco dell'ultimo Comune di 300 abitanti a difendere i diritti di coloro che sono la prima linea delle istituzioni. Non guarderemo in faccia se ci sarà un sindaco leghista, di centrodestra o di centrosinistra: faremo un ragionamento comune. Questo è il modo, adesso, di fare politica. Una politica attenta agli interessi dei cittadini al di là degli schieramenti». Anche per la governatrice Polverini «le resistenze non fanno onore alla Lega». Intanto il dibattito politico non si ferma. L'Aduc se la prende con i 15 Municipi previsti dalla riforma («sono troppi»), mentre il consigliere regionale Pdl Bernaudo evidenzia il vuoto sulle competenze dei minisindaci. Il capogruppo Pd in Campidoglio Marroni esorta: «Le liti interne al Pdl tra Polverini e Alemanno, che hanno rischiato di compromettere la riforma, non blocchino ulteriormente il processo riformatore».Dan. Dim.

Dai blog