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Dal teatro alla biblioteca, sit-in contro i tagli

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Momenti di tensione davanti alla Biblioteca Nazionale di Roma

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Dal Teatro Valle alla Biblioteca Nazionale, le occupazioni romane contro i tagli alla cultura si allargano. Gli attivisti del Teatro Valle Occupato, l'associazione Precat, la Generazione TQ e i lavoratori della conoscenza stanno infatti tentando di occupare simbolicamente la Biblioteca Nazionale con lo slogan «contro i tagli alla cultura, per le biblioteche come bene comune, per una rivolta del sapere», ma sono bloccati dalle forze dell'ordine davanti ai cancelli di Viale Castro Petrorio. All'iniziativa partecipano tanti nomi noti del mondo della cultura: Giovanni Solimine, Antonella Agnoli, Marino Sinibaldi, Francesco Piccolo, Nicola Lagioia, Emanuele Trevi, Valeria Parrella, Domenico Starnone, Maurizio Rippa, Andrea Gherpelli, Andrea Marchitelli, Flavio Soriga, Alfonso Ceccante, Elena Stancanelli e Elena Arvigo. Era prevista anche la presenza di Franca Valeri che però non è potuta intervenire per un contrattempo ed ha quindi inviato ai manifestanti un messaggio nel quale li incita a «sostenere energicamente e vivamente la cultura, contro un gioverno che non la sostiene abbastanza». Nel dare il via all'iniziativa quelli si definiscono 'i lavoratori della conoscenzà hanno letto un comunicato che recita: «Occupiamoci di ciò che è nostro: l'acqua, l'aria, le strade, le piazze, le università, le scuole, i teatri e ora le biblioteche. Le biblioteche sono un diritto, come è un diritto l'accesso al sapere». «Altrove - prosegue il comunicato degli occupanti- sono un bene comune, luoghi di partecipazione, di socialità, di piacere. Qui no. Qui sono luoghi austeri. Non labirinti di passioni, ma labirinti burocratici». «Perché -chiedono i lavoratori della conoscenza- la Biblioteca Nazionale di Roma chiude alle 19 e il sabato alle 13.30, mentre a Berlino e a Monaco le biblioteche restano aperte fino a mezzanotte, a Malaga restano 22 ore su 24 e a Londra alcune biblioteche non chiudono mai? E perchè la Biblioteca Nazionale chiude d'estate quando le biblioteche di tutto il mondo sono piene di studiosi che hanno bisogno di consultare libri per le loro ricerche? E perché i soldi che ha in dotazione sono un milione e trecentomila euro l'anno mentre alla British Library e alla Bibliotèque Nationale de France lo stato dà l'equivalente di 200 milioni di euro?» E infine: «Perchè la tecnologia della Biblioteca Nazionale farebbe sorridere persino Hal 9000?», ovvero il computer di bordo della nave spaziale del film "Odissea nello spazio". «Per un giorno -concludono gli occupanti- trasformiamo la biblioteca in quello che dovrebbe essere tutti i giorni: un luogo restituito alla cittadinanza dove far vivere la cultura».  

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