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«L'unica soluzione è il processo immediato»

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AvvocatoGiuseppe Consolo, come è possibile che una persona che ha messo a segno un colpo da mezzo milione di euro, possa smaterializzarsi a pochi mesi dalla sua cattura? «Perché non è stato processato immediatamente. È solo uno dei tanti casi. Purtroppo è una delle falle della Giustizia italiana». Omar Karibat è stato rimpatriato a giugno. Qualche giorno di galera e poi subito ai domiciliari che il giudice ha revocato non considerandolo più pericoloso. Praticamente come se avesse rubato una mela... «Partiamo dal presupposto che bisognerebbe pensare il carcere come una misura cautelare speciale e gli arresti domiciliari come una misura eccezionale. Già questo aiuterebbe ad avere una Giustizia migliore. Ma alla base di questo ragionamento non può che esserci l'immediatezza del processo». Ma possibile che nel caso del Lupin di Cartier il giudice, prima di revocare i domiciliari, non abbia considerato che nascosto da qualche parte c'è un anello del valore di 500mila euro? Possibile non si sia ravvisato il pericolo di fuga? «Non conosco le carte, e per questo preferisco non addentrarmi nei dettagli del caso. La decisione del giudice appare comunque piuttosto singolare. Ma ripeto, se alla revoca seguisse contestualmente il processo si eviterebbe certamente di trovarsi davanti a casi simili». Cosa contribuisce ad allontanare la data di un processo? «Gli avvocati hanno più di un'arma. Penso ai termini a difesa o la scusa della malattia dell'imputato. Non mi riferisco a questo procedimento, intendiamoci. La Giustizia italiana in ogni caso soffre di una sorte di predisposizione per l'amnistia, anche se questo termine è improprio».

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