EDILIZIA
L'industriaedilizia del Lazio e di Roma è in crisi. E con i tagli ai bilanci degli enti locali previsti dalla manovra, l'intero settore rischia l'azzeramento, con gravi ripercussioni sull'economia e sui servizi offerti. A lanciare l'allarme è Eugenio Batelli, presidente dei costruttori romani dell'Acer. Che chiede alle Amministrazioni «scelte responsabili, strategiche e innovative» per aiutare un settore che «rappresenta il 30% del pil del territorio e occupa, solo nella provincia di Roma, 72mila dipendenti, di cui 60mila operai». L'eventuale azzeramento, spiega Batelli, avrebbe conseguenze «devastanti non solo per le imprese costruttrici, ma per tutta la cittadinanza: non si fermerebbe soltanto la creazione di nuove infrastrutture, ma anche la manutenzione di quello che già c'è. Non si riparerebbero più le buche delle strade o le finestre delle scuole». Per scongiurare il pericolo, i costruttori chiedono alle Amministrazioni di attivare i progetti già finanziati e pagare i lavori già eseguiti. Si richiede anche maggiore efficienza burocratica, «con percorsi rapidi» per il rilascio di nullaosta archeologici e paesaggistici e per il cambio di destinazione delle aree non residenziali nei Piani di Zona. Infine, il ricorso strutturale, «alla finanza di progetto», per attirare gli investimenti privati.
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