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Casapound: "Diamo fastidio a qualcuno"

Manifestazione di Casa Pound a Roma in una foto d'archivio

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Prima ancora che arrivi all'ospedale Sant'Andrea la notizia s'è già diffusa in tutte le stanze di via Napoleone III, dove si trova la casa madre del movimento. Da CasaPound tutti saltano dalla sedia. E lo raggiungono. Gianluca Iannone, presidente di CasaPound, riceve invece la notizia dell'agguato al suo vice Andrea Antonini mentre è impegnato in Kenya in una missione a favore degli orfani di Nairobi. «Abbiamo dato fastidio a qualcuno», commenta a caldo. «Non sappiamo a chi, potrebbero essere tanti. Noi non puntiamo il dito contro nessuno. Ma, qualunque follia ci sia dietro tutto questo, l'unica cosa certa è che CasaPound Italia non si lascia intimidire. Continueremo ad andare avanti sulla nostra strada, con la determinazione e la serenità di sempre - dice Iannone -, consapevoli del valore e dell'importanza delle nostre battaglie». Iannone, anche se distante chilometrio da Roma, sa che Antonini è fuori pericolo. Ragiona a sangue freddo. Ma per tutti i ragazzi di CasaPound, in realtà, l'ansia è stata tanta. E un momento dopo si ragiona su chi possa aver colpito. Simone Di Stefano, l'altro vice presidente di CasaPound, «esclude che l'agguato possa essere maturato negli ambienti dell'estrema destra, ma non accuso nemmeno l'area antagonista». Secondo Di Stefano «non possono essere stati gli antifascisti per il semplice fatto che loro non hanno il coraggio per compiere un gesto del genere. Sparare a uno per strada? Loro? Non ci credo». Certo è, ragiona ancora il militante, che «le nostre azioni possono aver dato veramente fastidio a qualcuno. Abbiamo occupato palazzi privati e pubblici facendo alcune denunce sociali. Non sappiamo però chi sia stato a compiere questo gesto». In ogni caso, se di estremismi politici si trattasse, CasaPound precisa: «Noi guardiamo avanti e non ci fermiamo. Non ci interessa - dice Di Stefano - la logica degli opposti estremismo. La nostra non è una guerra tra bande. Basta con questo antifascismo continuo, è arrivato il momento che il clima si abbassi», conclude il vice presidente del movimento che assicura chiarezza. Nei prossimi giorni saranno chiarite le dinamiche della gambizzazione. In seguito sarà il movente a dire se l'agguato nasce in ambienti politici o è riconducibile ad ambienti legati alla criminalità organizzata.

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