Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Contributo di soggiorno Finta stangata

Gli archivi capitolini

  • a
  • a
  • a

Si grida allo scandalo, alla sciagura, al disastro per il turismo capitolino per l'obbligo di versare un obolo nelle casse del comune. E c'è chi è pronto a strapparsi i capelli davanti all'aumento di un euro sull'ingresso dei musei. Ma per capire bene, e giudicare, occorre sapere cosa è il contributo di soggiorno che in vigore dal primo gennaio. Un contributo che, ricordiamo, è realtà nelle maggiori capitali del mondo e che, speriamo, interessi presto anche le altre città, come Firenze e Venezia che hanno già manifestato l'intezione di emulare Roma. Come più volte ribadito anche dal questo giornale il turismo è sempre di più il motore trainante dell'economia e le amministrazioni, che spendono in servizi anche per i turisti, non possono più sostenere costi così elevati senza guadagnare nulla. Le tasse versate dall'indotto turistico vanno infatti allo Stato. Il principio secondo il quale una parte infinitesimale dei proventi del turismo «rientri» nelle casse dei comuni, e dunque a favore dei residenti, è talmente logico da risultare banale.  Ma veniamo al punto. Il contributo previsto è di 1, 2 o 3 euro per notte a seconda della categoria alberghiera dove si soggiorna. Si va quindi da un minimo di un euro al giorno per chi dorme nei B&B a un massimo di tre per chi sceglie un 5 stelle. Ancora, è previsto un euro in più sui biglietti degli open bus, dei battelli del Tevere e sull'ingresso degli stabilimenti balneari e musei comunali. I residenti a Roma sono esentati. A spiegare bene il prezzo dei musei è stato il presidente della commissione capitolina alla Cultura, Federico Mollicone: «L'aumento di un euro, che include i Musei Capitolini, Palazzo Braschi, i Musei di Traiano, si allinea ai parametri europei, rimanendo in ogni caso sotto la media, pur offrendo un patrimonio indubbiamente superiore. Ricordo, ad esempio, che per entrare nel cantiere della Sagrada Familia di Barcellona si sborsano ben 8 euro e che, per il Museo di Van Gogh di Amsterdam, si arriva a 14 euro. Cosa c'è dunque di irragionevole - chiede Mollicone - nel pagare 8,50 euro per visitare i Musei Capitolini, il museo pubblico più antico del mondo fondato nel 1471 da Papa Sisto IV e scrigno di tesori inestimabili dell'antichità classica, come la statua equestre del Marc'Aurelio o i resti del colossale monumento all'imperatore Costantino, per non parlare del Mosaico delle Colombe o del Busto di Medusa del Bernini?». Possibile che un turista decida di non venire a Roma perché costa un euro in più?

Dai blog