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Vita di campagna e cura del silenzio

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Èil nome della vallata sotto Bellegra che porta al Sacro ritiro di San Francesco. E, in effetti, nel convento sorto attorno all'antico casale, donato dai benedettini di Subiaco al poverello d'Assisi nel 1223, si sono formati almeno un centinaio di frati per i quali, nel corso dei secoli, si sono aperte varie cause di canonizzazione. E da qui passa ancora la strada per avvicinarsi alla vita francescana: Bellegra è la casa di formazione dei frati minori per il postulandato dei giovani non solo laziali, ma anche toscani. Qui vengono inviati quei ragazzi fra i 18 e i 33 anni che hanno già fatto 6 mesi di incontri biblici al centro romano del Palatino «per discernere la personale chiamata». E se c'è la vocazione, arrivano a Bellegra, dove restano un anno prima di passare al noviziato (a Rieti) e poi al clericato (a Frascati). «Qui si vede se c'è la stoffa per fare l'abito», sorride il superiore, padre Virgilio. Ora stanno prendendo le misure alla vocazione del futuro saio di 5 ragazzi fra i 23 e i 30 anni. Due sono toscani e 3 laziali: c'è chi già progettava protesi, chi è laureato in diritto internazionale, ma anche un antropologo, un maestro e un operaio. Provvedono alle faccende domestiche, dalla cucina alla lavanderia, ma badano anche a pecore e galline. Raccolgono castagne e noci. E vendono un ottimo miele a prezzi convenienti. Attività che intervallano tra le lodi e la messa del mattino e i vespri della sera, tra le lezioni di sacra scrittura e due ore di preghiera. Lungo i cinque ettari che circondano il convento ci sono anche piccole casupole dedicate a chi vuole fare la cura del silenzio.

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