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I rom francesi sono già qui Corsa per chiudere i campi

Campo nomadi

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I francesi sono già arrivati a Roma. E non sono solo nomadi. Sui siti romeni il tamtam mediatico racconta di disperati, gente perbene, ma senza un quattrino, rispediti a casa da Sarkozy, che si stanno muovendo su Roma. Ma la capitale non gli spianerà la strada, consentendo accampamenti abusivi nelle grotte, in mezzo alle frasche, in camper senza acqua e luce, dentro immobili e terreni di privati o sulla tangenziale. «I micro insediamenti abusivi non devono essere la strada per arrivare a Roma» ha detto il sindaco Gianni Alemanno, ieri pomeriggio, uscendo dal vertice in Prefettura sullo stato di attuazione del piano nomadi e lo sgombero degli insediamenti abusivi, come quello in via Morselli. Il primo cittadino ha annunciato un piano di sgombero e chiusura di tutti i 201 campi abusivi, come quello in via Morselli vicino a Muratella dove è morto il bimbo rom di tre anni nel rogo. E ordinanze per obbligare i privati a mettere in sicurezza le aree che potrebbero essere rioccupate. Sarà vita dura anche per gli ultimi arrivati, i francesi cacciati da Sarkozy «già presenti sul territorio» ha confermato Alemanno.   «Auto con targa francese sono state avvistate dalle forze dell'ordine» ha aggiunto. Accamparsi, però, gli sarà più difficile. Comincia la lotta contro i micro insediamenti abusivi e a quelli di nuova formazione. Tra una settimana partirà lo sgombero dei 201 micro campi abusivi, neanche tanto micro visto che il numero presunto degli abitanti: 2.351. «Abbiamo predisposto un piano per la chiusura progressiva degli accampamenti abusivi, offrendo accoglienza a tutti quelli che ne hanno bisogno - ha spiegato Alemanno - Parallelamente il piano nomadi andrà avanti per chiudere tutti i campi tollerati e quelli abusivi più grossi». Le ruspe cominceranno dai campi più a rischio. «I cosiddetti campi dove spesso avvengono disgrazie, i quali versano in condizioni igienico-sanitarie precarie, non sono accettabili, ce ne sono 150-200». Ma i numeri potrebbero cambiare. Giovedì «la prima riunione tra Polizia Municipale, Polizia e Carabinieri per confrontare i dati». Il sindaco ha anche invocato la necessità di una strategia europea. «La settimana prossima il ministro dell'Interno Roberto Maroni incontrerà il suo omologo francese - ha detto - e io lo solleciterò a mettere sul tavolo dell'Unione Europea la creazione di un piano nomadi complessivo che regoli i flussi favorendo condizioni di vita migliori». Per Alemanno «serve una strategia europea e so che il ministro Maroni, anche su nostra insistenza, avanzerà fortemente questa richiesta a Bruxelles». Al vertice in Prefettura c'erano anche il prefetto Giuseppe Pecoraro, commissario straordinario per l'emergenza nomadi, il questore Francesco Tagliente, il comandante provinciale dei carabinieri, Vittorio Tomasone, il comandante del VIII Gruppo dei vigili urbani Antonio Di Maggio e Guardia di Finanza. «Il buonismo attira i disperati - ha concluso il sindaco Alemanno - il cattivismo lede la dignità dell'uomo».

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