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La Mangano ballò Mambo grazie ai nostri tacchi

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AudreyHepburn, Marléne Dietrich, Anita Ekberg, Kirk Douglas, Henry fonda, Delia Scala, Monica Bellucci. E ancora, Ennio Morricone, Virna Lisi, Marcello Mastroianni e Anthony Quinn. Queste alcune delle grandi star che negli ultimi cinquant'anni hanno comprato le scarpe su misura - cento per cento made in Italy - della calzoleria Petrocchi in via dell'Orso. Calzature rese celebri dal grande schermo, come i celebri tacchi «mambo» indossati da Silvana Mangano nell'omonimo film del 1954. La bottega nasce in via Sistina nel 1946 da una idea di Tito Petrocchi, il capostipite della famiglia che ora vede la sua pronipote Daniela Ridolfi al timone del piccolo ma prestigioso negozio. «Ho fatto studi diversi, ma ho voluto ripercorrere le orme della mia famiglia - dice fiera Daniela - mia mamma era orlatrice e anche mia zia». Le scarpe da donna e uomo della calzoleria Petrocchi sono costruite rigorosamente a mano e con cuoio italiano: «Usiamo da sempre la cucitura a mano "goodyear" - continua Daniela - una tecnica che impreziosisce la scarpe con tre cuciture tra suola e tomaia. Queste cose non le fanno tutti». Una bottega sempre alla moda, ma con un occhio alla tradizione. Proprio per questo, in questi giorni, il negozio ospita anche la collezione dello stilista Francesco Griffei, che nelle sue crezioni cerca di far rivivere la tradizione del sandalo napoletano, rielaborando i disegni dei maestri borbonici del '700. Ma come si fabbrica una scarpa su misura? Lo spiega proprio Daniela: «Si inizia prendendo le misure del piede, segnando ogni irregolarità. Poi su questa misura si costruiscono le forme in legno che vengono modificate in base al piede a alle esigenze di ognuno. Poi si costruisce il cartamodello e si taglia il pellame da cucire in seguito». Nel negozio sono ancora conservati i modelli in legno dei celebri piedi di Marcello Mastroianni, Ennio Morricone e Anthony Quinn. Una lavorazione lenta, che, a differenza della grande industria, impiega alcune settimane per consegnare al cliente il prodotto finito. «Per le scarpe da uomo ci possono volere anche due mesi, ma alla fine - conclude Daniela - si indossa un pezzo unico che si adatta perfettamente al piede». Vestire una scarpa fatta mano e su misura non è un'esperienza riservata ai soli divi del cinema, ma un qualcosa che tutti dovrebbero provare, come dice lo stilista Griffei: «Perché indossare solo un "contenitore di piedi" e non una calzatura vera?».

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