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Ricercatori, oggi presidio al Senato

Il ministro Gelmini

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Entra nel vivo la protesta dei ricercatori universitari a tempo indeterminato contro il ddl Gelmini in esame al Senato. E ieri sono stati occupati «simbolicamente» anche i rettorati degli atenei romani. Oggi, alle 10, la protesta si sposterà davanti al Senato dove è previsto un sit in a cui parteciparanno anche gli studenti universitari e medi. L'evento-clou della settimana di grande mobilitazione, caratterizzata dal blocco di ogni attività. Le occupazioni pacifiche si sono succedute con il sistema della staffetta. Il primo presidio a Tor Vergata. Poi a seguire la staffetta degli universitari della Sapienza e nel pomeriggio la protesta s'è spostata a Roma Tre. Il ministro Mariastella Gelmini ha ribadito, proprio ieri, la volontà di andare avanti sulla strada delle riforme. «La stragrande maggioranza degli studenti, come dimostrano le recenti elezioni universitarie - ha detto Gelmini - ha voglia di cambiare e non ha nessuna intenzione di seguire chi cerca di strumentalizzarli». I ricercatori sono preoccupati perché il ddl non prevede per loro un riconoscimento e dunque nessuna prospettiva di carriera (passaggio al ruolo di associato con relativo scatto economico), nè la possibilità che il loro lavoro venga riconosciuto e valutato secondo il merito. «Bisogna avere il coraggio di cambiare, di guardare a una università moderna» ha ribadito invece Gelmini, spiegando che «il ddl elimina sprechi e privilegi, rivede la governance degli atenei, punta sul merito, apre le porte ai giovani».

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