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Sugli abusi il Papa è stato coraggioso

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Eanche la Chiesa non collabora abbastanza». Luca Barbareschi, attore, imprenditore e deputato, è da sempre in prima linea nella lotta alla pedofilia. Nel 2007 ha dichiarato di aver subito abusi e, da allora, cerca di aiutare i bambini vittime di pedofilia con la fondazione onlus «Luca Barbareschi: Dalla parte dei Bambini», cui ha dato nome e fondi. «Innanzitutto - spiega - facendo conoscere il problema, attraverso campagne di comunicazione ed eventi». Come quello che ha organizzato ieri per celebrare la Seconda Giornata nazionale contro la pedofilia, a cui hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente dell'Autorità garante per la privacy Francesco Pizzetti. Barbareschi, ormai sono 3 anni che la sua fondazione si occupa di bambini vittime di abusi. «Vogliamo dare loro un messaggio importante: vi siamo vicini. Ma non siamo solo comunicazione: da poco abbiamo donato 50 mila euro alla fondazione "La cura del Girasole", l'unica in ambito clinico nel Lazio ad occuparsi non solo del bambino danneggiato ma anche, quando possibile, del recupero della famiglia». Ha detto che il quadro della pedofilia, in Italia, è molto grave. «Sì, e purtroppo non si fa molto. Siamo in una situazione di stallo e il Vaticano non dà una mano. Sbaglia a non essere più trasparente nei confronti del problema». Il Pontefice, però, ha mandato segnali importanti. «Ratzinger è stato coraggioso. Ha scoperchiato un vaso di Pandora notevole e ha chiesto scusa. Non è poco: erano scuse tutto quello che chiedevo dall'istituto dove sono stato molestato. Non ho ricevuto neanche quelle».

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