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Ridotto il debito a breve termine Ottenuti finanziamenti per 60 milioni

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Ilpercorso di risanamento dell'Ama pensa anche al miglioramento della situazione economico-finanziaria della società, e disinnesca il sostanzioso indebitamento bancario (550 milioni di euro nel 2008) ereditato dalla precedente amministrazione. Per farlo, Ama ha avviato un radicale piano di risanamento finanziario e ha ristrutturato il debito per ridurre significativamente l'indebitamento a breve termine, che passano dall'87% al 29% del totale. «Abbiamo fatto una vera e propria magia per raccogliere i cocci che abbiamo ereditato - spiega l'amministratore delegato dell'Ama Franco Panzironi - ma in questo modo ci siamo liberati dalla spada di Damocle che pendeva sulla nostra testa». La diminuita incidenza dei debiti a breve termine riduce anche il rischio di richieste di rimborsi non programmati da parte dei debitori. «La ristrutturazione del debito - continua Panzironi - ha un'importanza critica in un momento di difficoltà economica come questo. L'Ama si trova a dover fare i conti con un debito nove volte superiore al capitale societario: se qualche creditore avesse chiesto rimborsi saremmo finiti con i libri in tribunale». Per trasformare la struttura del proprio debito, l'Ama ha ottenuto nuovi finanziamenti dal sistema bancario per 60 milioni di euro, portando l'ammontare totale delle passività a 608 milioni, in aumento quindi rispetto al 2008. Ma di questi solo 176 milioni di euro sono a breve termine, contro i 477 milioni dello scorso anno. «La riduzione dei debiti a breve termine ci ha permesso non solo un miglior risultato di bilancio, ma anche di poter pagare più velocemente i nostri debiti: adesso riusciamo a rimborsare i fornitori in un tempo medio di 250 giorni, contro gli oltre 12 mesi necessari un anno fa. Un vantaggio, questo che si riflette su tutta la comunità».

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