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Ai Coronati il campanile più antico

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Basilica dei SS. quattro Coronati

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La Basilica dei SS. Quattro Coronati è una delle più importanti basiliche medievali di Roma perché conserva gran parte delle strutture architettoniche originali come le fortificazioni murarie, il doppio cortile con le austere porte d'ingresso e l'imponente torre campanaria, oggi uno dei più antichi campanili rimasti a Roma, che domina l'intero complesso. La Basilica si trova nell'area compresa tra la rumorosissima Piazza di San Giovanni, le maestose arcate del Colosseo ed il silenziosissimo ospedale militare del Celio e sorge sull'area di un'antica domus romana che aveva una grande aula absidata trasformata in chiesa tra il IV e il V secolo. Essa viene menzionata con il suo nome attuale già nel 595 d.C. ma il periodo più felice fu certamente quello a cavallo dell'anno mille, quando il papa risiedeva presso la basilica di San Giovanni e il sito fungeva da fortezza papale. La costruzione subì gravi danneggiamenti durante il sacco dei Normanni del 1084; papa Pasquale II la fece ricostruire nel 1110 in dimensioni più ridotte, con tre navate ricavate dall'originaria navata centrale. A questo periodo risale pavimento in opus alexandrinum, quasi tutto originale, anche nei pezzi di riuso come marmi variamente colorati, piccole porzioni di lastre tombali o addirittura epigrafi romane che qua e là appaiono sul pavimento. L'abside è ancora quella del IX secolo, e lo dimostrano le sue dimensioni spropositate rispetto alla navata. Nelle navate laterali sono conservati resti di affreschi del XII secolo; in particolare, in quella sinistra, si trova l'altare di S. Sebastiano, dove si conserva la reliquia del suo capo. Da questa stessa navata si accede al chiostro, risalente al XIII secolo, uno tra i più suggestivi di Roma, opera del marmoraro romano Pietro de Maria. Nell'ultimo decennio la basilica è stata sottoposta a diversi lavori di restauro allo scopo di salvaguardare il patrimonio che conserva. Sono stati effettuati degli scavi nel sottosuolo e quindi studiate le varie stratificazioni costruttive che hanno determinato le mutazioni dell'edificio nel tempo. È stato riportato all'antico splendore il chiostro oggi visitabile. E ancora, nel corso dei lavori al primo piano, sulle pareti del vastissimo salone detto "gotico" dalla forma delle volte a sesto acuto che lo coprono, è stato portato casualmente alla luce un ciclo di affreschi di eccezionale interesse, restaurato dalla dottoressa Francesca Matera, databile anch'esso alla metà del XIII secolo. Una ulteriore curiosità dalla basilica è conservata nella Sala del Calendario che si trova lateralmente al secondo cortile, dove c'è la portineria del monastero di clausura delle suore Agostiniane. L'aula conserva i resti di un affresco riportante un raro esemplare di calendario liturgico della seconda metà del XIII sec.; dalla stessa è possibile accedere alla cappella di San Silvestro, dal nome del papa che la fece costruire nel 1246, poco dopo che il pontefice e la curia cardinalizia si erano rifugiati nel monastero fortificato perché minacciati dall'azione bellica dell'imperatore Federico II di Svevia in lotta per il predominio sull'Italia meridionale. Il Papa vi fece dipingere un ciclo di affreschi sulla vita dell'imperatore romano Costantino e del santo papa Silvestro.

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