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Federica Polidoro Domani, alle 11, nella sala Sinopoli dell'Auditorium, Roma rinnova l'appuntamento con la storia.

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Comincial'archeologo Andrea Carandini, già docente di Archeologia alla Sapienza e da un anno Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Parlerà del passaggio dalla Monarchia alla Repubblica Romana sul finire del VI secolo a. C. Protagonista della rivoluzione è Servio Tullio, il quale, nominato re fuori dalla procedure costituzionali in seguito all'assassinio di Tarquinio Prisco, cambia la natura del potere sminuendo il ruolo dell'aristocrazia e accrescendo la sua autorità in rapporto diretto con il popolo. Quando Servio Tullio verrà scaraventato giù dalle scale della curia da Tarquinio il Superbo e schiacciato sotto le ruote di un carro da sua figlia Tullia, moglie di Tarquinio, la tirannide nel suo aspetto peggiore avrà vinto. Sarà solo nel 509 a.C. che Bruto, nipote di Tarquinio, istituirà un collegio di magistrati, i consoli, e fonderà quella Repubblica che governerà Roma fino ad una nuova rivoluzione: il principato di Augusto.

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