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Ostaggio delle guide abusive

Turisti al Colosseo

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A Roma ci sono circa mille guide turistiche regolari. Quelle abusive sono quasi il doppio. E se il turista di turno che vuole fare una visita ai Fori o a San Pietro si imbatte in quest'ultime può trovarsi a sborsare anche il doppio, il triplo, fino a cinque volte di più rispetto a quanto spenderebbe con una guida autorizzata. I vigili impegnati a combattere un fenomeno sempre più dilagante si sentono con le mani legate. Il comandante del Gruppo pronto intervento traffico (Gpit), Carlo Buttarelli, non nasconde il problema: «Il 70% delle guide abusive sono stranieri ed è inutile sanzionarli, tanto non pagano. È vero che ci sono procedure per far valere i verbali anche all'estero, ma sono complicate e molto spesso non vanno a buon fine». La tariffa regolare sarebbe 30 euro all'ora per ogni comitiva (116 euro il costo di un tour giornaliero di tre ore con 20 persone). Per poter lavorare come «ciceroni» bisogna superare un esame e ottenere un tesserino dalla Provincia. Basta fare un giro al Colosseo per accorgersi che la maggior parte delle guide non è autorizzata. Dei tesserini neanche l'ombra. Vengono organizzati tour speciali con tanto di volantini promozionali. Il prezzo è discrezionale: dieci, quindici euro a persona. «Si piazzano in punti prestabiliti - racconta una guida regolare - per procacciarsi i clienti si servono delle "gallinelle", ragazzi che devono organizzare la comitiva e trattare sul prezzo». Negli ultimi controlli di due settimane fa al Colosseo e a San Pietro i vigili hanno multato una settantina di abusivi (sanzione 170 euro). «Ma il problema è la legislazione dubbia - spiega Buttarelli - la normativa europea permette agli stranieri di operare anche da noi, mentre quella nazionale prevede l'autorizzazione locale. Abbiamo chiesto lumi alla Provincia e agli organismi competenti. Attendiamo chiarimenti».

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