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Se occupare un vagone è più grave di un palazzo

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.Avevano occupato un vagone in disuso di un treno per usarlo come ricovero di fortuna. Due di loro, tunisini, sono stati arrestati per spaccio. A poche centinaia di metri di distanza, nel pomeriggio, in via Emanuele Filiberto e al Pigneto, in via Antonio Tempesta, Action ha fatto irruzione in due stabili, rispettivamente di proprietà della Provincia e della Regione. Gli attivisti hanno sfidato gli enti locali. Il messaggio lanciato suonava più o meno così: «Occupiamo questo stabile per denunciare la situazione di noi lavoratori precari, senza casa e senza diritti. Lo lasceremo quando ci assicureranno un incontro con il presidente della Provincia Zingaretti e con l'assessore alle Politiche sociali Cecchini per discutere della destinazione d'uso dello stabile». In serata è giunto il «sì» della Provincia e l'edificio è stato liberato. Non quello di Tor Pignattara, invaso da 150 persone, tra italiani e stranieri. Sia nel caso del vagone ferroviario sia in quello dei due edifici c'è stata un'invasione, una violazione. Tra le venti persone denunciate c'erano poveri cristi, tossicodipendenti e senzatetto. Così come ci sono, probabilmente, poveri cristi in cerca di una casa tra chi ha occupato gli edifici di S.Giovanni e del Pigneto. Ma il fatto di essere poveri cristi non giustifica invasioni di alcun tipo. La legge, nei confronti di quei 22 è stata inflessibile, anche se certo non sarà una denuncia a toglier loro la voglia, domani, di cercare riparo dalla pioggia in un altro vagone. Così come non sarà una denuncia a togliere la voglia di occupare edifici a chi non è nuovo a questo tipo d'imprese. Ma bisognerebbe almeno tentare. Se se la sono "beccata" quei 22 per aver invaso il vagone di un treno, perché non dovrebbe meritarla chi occupa edifici, tanto più che il codice penale prevede una denuncia per "invasione abusiva di edificio" e non di vagoni dismessi?

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