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Il vicino è in ferie e l'abuso è servito

Ristoranti e bar del centro (Foto Gmt)

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"Serranda tua, guadagno meo". Ma la pacchia sta per finire. I ristoratori del centro storico, in questi ultimi scampoli d'agosto, approfittano dell'assenza dei vicini commercianti per spingere i tavolini oltre i propri "confini". In questi giorni s'arraffa suolo pubblico a più non posso sapendo che se il vicino non riaprirà oggi, lo farà domani. Tanto più che se il negozio accanto è chiuso e il commerciante ancora in ferie, non si danneggia nessuno. E allora pizzerie, bar e ristoranti che pagano suolo pubblico per una decina di tavolini si espandono fino a sistemarne 30, 40 e oltre, raddoppiando coperti e incassi. Una corsa alla conquista dell'ultima serranda che vale la pena di correre soprattutto in un periodo di scarsa concorrenza come quello di Ferragosto. Una corsa che non s'arresta nemmeno davanti ai portoni d'ingresso dei palazzi. In alcuni casi, per entrare a casa, è necessario zizzagare tra le sedie. Basta fare un giro di sera dalle parti di piazza Navona o tra le vie del tridente per avere una panoramica dell'abuso. In via del Corallo, via di Parione, via del Governo Vecchio, via di Tor Millina o in via Di Pietra - tanto per citarne alcune - l'appuntamento è con la sagra dell'extralarge. Se questa moda estiva, anzi "ferragostana", s'esaurisce verso i primi di settembre con il rientro dell'esercente confinante, non è raro imbattersi in cronici conquistatori di suolo pubblico che approfittano di serrande per qualche motivo sempre abbassate. Del resto, a conti fatti, l'abuso rende più di una multa all'anno - ma spesso nemmeno quella - pur salata. Ai ristoratori, dal momento che l'occhio dei vigili che pur frequentano certe strade sembra non vedere gli abusi in versione extralarge, preferiscono seguire il suggerimento di quella nota pubblicità che recitava: «Perché pagare di più».

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