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Piano casa, Pdl attacca i vincoli che riducono le aree interessate

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All'ordinedel giorno c'era l'approvazione del piano casa. In vista di questo decisivo appuntamento in mattinata si erano riuniti gli «stati generali» dell'opposizione in Consiglio regionale per concordare la linea di condotta sull'argomento della seduta. Sotto il profilo del merito, il giudizio delle forze di opposizione sul provvedimento in discussione è stato molto critico. Le condanne maggiori, espresse, tra gli altri da Donato Robilotta, hanno riguardato soprattutto il sistema dei vincoli che ha finito col ridurre le aree interessate al provvedimento a non più del 20% del territorio regionale. Per Fabio Desideri, invece, la proposta non risolve i problemi del disagio abitativo, vieta qualsiasi intervento in zona agricola dando possibilità di operare solo ai coltivatori diretti e non affronta i temi delle periferie degradate. Infine Luigi Celori ha posto l'accento sull'esiguità dei premi di cubatura che non libereranno dalle costruzioni né le coste del mare, né dei laghi, tantomeno delle aree protette. C'erano inoltre pregiudiziali di metodo sul piano casa che andavano denunciate, a cominciare dal mancato coordinamento con il piano nazionale, all'assenza di qualsiasi confronto con l'Amministrazione capitolina, soggetto ovviamente determinante per qualsiasi programmazione abitativa. Tra i pochi emendamenti presentati dall'opposizione e approvati dall'assemblea, c'è stata la riduzione dei «costi» relativi all'ampliamento delle prime abitazioni. È stata infatti riconosciuta ai Comuni del Lazio la facoltà di consentire la riduzione, fino a un massimo del 30%, del contributo dovuto per gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria.

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