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Regole certe, Alemanno salva il cornetto

Il sindaco Alemanno nella cornetteria di via Belli

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Doveva mangiare un solo cornetto. Alla fine Alemanno si è concesso pure il secondo. Il sindaco è arrivato a mezzanotte e mezzo al laboratorio artigianale di via Gioacchino Belli per dimostrare che il «cornetto è salvo». Ad aspettarlo l'assessore al Commercio Bordoni e il delegato al centro storico Dino Gasperini, impazienti di concedersi un innocuo peccato di gola. Un'occasione per ribadire che adesso c'è un regolamento chiaro che permetterà di «conoscere i laboratori che potranno rimanere aperti tutta la notte». Un gesto simbolico per far capire che l'ordinanza adottata nel pomeriggio di venerdì fornisce «il giusto equilibrio tra l'abusivismo sfrenato e il rispetto delle regole». Ma le nuove norme che disciplinano l'orario delle attività artigianali che vendono i beni di propria produzione hanno avuto una gestazione travagliata. Dopo due settimane di polemiche il Campidoglio ha accolto le richieste delle associazioni di categoria e ha posticipato l'orario di chiusura dall'1 alle 2, dando anche la possibilità di chiedere una deroga a tutti coloro che vendono prodotti «immediatamente consumabili». Un dietro-front dettato dalle proteste di cornettari e clienti che si sono sollevati contro l'ipotesi di chiusura dopo l'una. Per questo motivo Alemanno, venerdì notte davanti alla cornetteria, ha trovato una ventina di ragazzi dei giovani Democratici che lo hanno accolto con cartelli e slogan che parlano da soli: «Alemanno ce ripensa e sul cornetto fa penitenza», «Ancora una volta Retromanno» o «Il cornetto è salvo da Alemanno». Contestazione a cui il sindaco non si è sottratto. Anzi. Ha posato davanti ai fotografi assieme ai giovani dell'opposizione facendo loro i complimenti per la militanza politica: «Bravi ragazzi che mi avete aspettato fino a quest'ora, anche io quando ero giovane organizzavo iniziative come questa». A questo punto resta da vedere quanti laboratori artigianali riceveranno il permesso dal Comune per rimanere aperti tutta la notte. C'è una serie di requisiti da rispettare: i gestori dovranno garantire la quiete pubblica, il rispetto delle norme sull'inquinamento acustico e ambientale, la pulizia davanti al locale e il rispetto delle norme fiscali e dei regolamenti sull'occupazione del suolo pubblico. «L'ultimo regolamento era quello di Rutelli del 1999 che fissava la chiusura a mezzanotte - ha detto Alemanno - orario quasi mai rispettato. Grazie alle richieste e alla concessione delle deroghe sapremo quanti e quali sono i laboratori artigianali che potranno restare aperti di notte». Quello che preoccupa gli artigiani è proprio l'applicazione dei criteri che saranno seguiti per concedere la possibilità di posticipare l'orario di chiusura: storicità dell'azienda e radicamento nel territorio; specifiche situazioni locali; ubicazione del punto vendita; interesse pubblico ed eventuali problemi di inquinamento acustico.

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