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Migranti, l'Italia tiene duro sulla sospensione di Schengen con la Spagna. Ma c'è pure il caso Germania

Foto: Ansa

Gianni Di Capua
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L'Italia fino al 15 agosto "non potrà cambiare la sua decisione sulla sospensione di Schengen nei confronti di aerei e navi provenienti dalla Spagna" in quanto "il rischio terrorismo e il rischio di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati". Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito la posizione di Roma dopo i fatti di Ceuta, che hanno causato oltre 80 vittime. L'unica apertura dell'Italia è relativa a quanto "accadrà dopo" quando la situazione "sarà tornata alla normalità". In quel momento - ha dichiarato il titolare della Farnesina - "siamo pronti a ripristinare la situazione precedente". Il ministro degli Esteri ha poi definito "inaccettabile" la reazione spagnola con Madrid che ha deciso di introdurre misure speculari nei confronti dei passeggeri che arrivano nella penisola iberica dall'Italia fino al 7 di settembre. Tajani ha ribadito che l'Italia "non è contro la Spagna" ma ha il "dovere" di proteggere i propri confini dalla possibile minaccia jihadista.

 

 

Sul tema migranti però l'Italia rischia di dover affrontare un altro fronte, ovvero quello dei rimpatri. L'attore interessato è la Germania del cancelliere Merz, in difficoltà con i sondaggi che vedono l'ultradestra dell'Afd in costante progressione. Per questo motivo Berlino avrebbe deciso di utilizzare, con l'Italia ma non solo, la linea dura sui rimpatri. Il riferimento è al nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo entrato in vigore all'interno dell'Ue lo scorso 12 giugno. Il primo rimpatrio sarebbe quello di una cittadina somala di 22 anni giunta in Germania lo scorso marzo. In base alle regole europee la donna avrebbe dovuto chiedere asilo in Italia e non in Germania essendo il primo Paese dell'Ue dov'è approdata.

 

 

L'Italia però negli ultimi anni si è sempre rifiutata di riprendere quelli che vengono definiti "Dublinanti", ovvero quei richiedenti asilo che, approdati in Europa via mare o via terra, dopo essere stati registrati nel paese di primo approdo, si spostano in altri Paesi europei. Alla fine del 2025 Roma e Berlino erano giunte a un accordo per il superamento dei casi pregressi in attesa del nuovo patto Ue su migrazione e asilo. Berlino, ora che l'accordo è in vigore, ha intenzione di rispettare fermamente le regole e si aspetta che i trasferimenti, verso l'Italia ma anche verso la Grecia, vengano ripristinati.

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