"Grazia subito", boom della petizione della Lega su Roggero. Pd e M5s lo vogliono in carcere
Ha superato quota 120mila adesioni la petizione online promossa dalla Lega per chiedere al Presidente della Repubblica la concessione della grazia a Mario Roggero. L’iniziativa, nata dal capogruppo della Lega nel Consiglio comunale di Massa, Filippo Frugoli, è stata successivamente fatta propria e rilanciata a livello nazionale dalla Lega dopo il boom di adesioni. Il traguardo delle 120mila adesioni in poco più di tre giorni conferma la grande partecipazione dei cittadini e la vicinanza a Mario Roggero, nella convinzione che chi ha difeso la propria vita, la propria famiglia e il proprio lavoro non debba essere lasciato solo. Intanto Matteo Salvini è tornato a Bollate dopo l'incontro di ieri con Roggero.
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E se da una parte il centrodestra, con la Lega in prima fila, chiede di riportare il prima possibile a casa il 72enne condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori in fuga dopo l’assalto alla sua gioielleria, dall’altra le opposizioni, che invece di confrontarsi sul destino dell’imprenditore e sulla normativa della legittima difesa concentrano il fuoco incrociato contro Salvini e gli esponenti della maggioranza, accusati di «strumentalizzare» la vicenda.
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Il primo a recarsi a Bollate è stato Matteo Salvini, accompagnato dai giovani leghisti e dai deputati Luca Toccalini e Fabrizio Cecchetti. Un colloquio di oltre un’ora al termine del quale il vicepremier ha ribadito l’impegno della Lega su tre fronti: favorire il ritorno di Roggero dalla sua famiglia attraverso tutti gli strumenti consentiti dall’ordinamento, mettere mano alla legge sulla legittima difesa e valutare persino una futura candidatura politica del gioielliere. Sul tema della grazia, chiesta dalla moglie di Roggero, Salvini ha ricordato che la decisione spetta esclusivamente al Presidente della Repubblica, ma ha sottolineato come, vista l’età del detenuto e una vita trascorsa lavorando, sia auspicabile che possa presto beneficiare di misure alternative alla detenzione. La solidarietà del centrodestra non si è fermata alla Lega.
Anche il presidente della Commissione Giustizia della Camera, Ciro Maschio, ha fatto visita al detenuto esprimendo la vicinanza di FdI e rilanciando la necessità di correggere una normativa che, secondo il partito di Giorgia Meloni, continua a penalizzare chi reagisce a una rapina. Sulla stessa linea Roberto Vannacci, convinto che chi subisce un’aggressione debba poter esercitare una difesa sempre pienamente legittima.
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A sinistra, però, il dibattito ha preso tutt’altra direzione. Più che soffermarsi sulla vicenda umana di Roggero o sulla possibilità di alleggerire la sua posizione detentiva, le opposizioni hanno rivolto le critiche al centrodestra. Giuseppe Conte ha accusato Lega e alleati di fare «sciacallaggio», sostenendo che la legittima difesa non abbia alcun rapporto con la condanna del gioielliere e denunciando il rischio di trasformare l’Italia in un «Far West». Anche il Pd ha puntato il dito contro l’iniziativa di Salvini. La capogruppo alla Camera Chiara Braga ha definito la visita in carcere «l’apice della spettacolarizzazione della giustizia», contestando inoltre quelle che considera indebite pressioni sulle prerogative del Capo dello Stato. Sulla stessa linea Davide Faraone di Italia Viva, secondo cui nel centrodestra sarebbe in corso una corsa a chi si spinge più a destra, mentre Riccardo Magi di Più Europa ha parlato di un attacco agli equilibri istituzionali.
Nel frattempo il legale di Roggero, Stefano Marcolini, invita a procedere con calma. La domanda di grazia rappresenta una strada percorribile, ma richiederà tempi non brevi. Un percorso istituzionale che procede mentre la politica continua a dividersi: con la Lega che sceglie di stare al fianco del gioielliere e una parte delle opposizioni che concentra la propria offensiva soprattutto contro chi gli manifesta solidarietà.
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