Se anche il Colle deve misurarsi con l'impopolarità
Nella politica turbomediatizzata che da anni definisco «likecrazia», esistono alcune regole, alcune tendenze, alcune costanti a cui è impossibile sottrarsi. Se una figura (politica, istituzionale, mediatica) sceglie di stare sotto i riflettori, è fatalmente esposta alle carezze del consenso e alle asprezze del dissenso, alla gran consolazione dell’applauso e all’amarezza dei fischi. È tecnicamente impossibile ottenere una cosa e sottrarsi all’altra, assicurarsi la parte buona e respingere la parte costosa.
Con questa evidenza oggettiva deve misurarsi anche la Presidenza della Repubblica.
Dall’ultimo biennio del settennato Cossiga all’intero settennato Scalfaro, con l’eccezione parziale Ciampi, e invece con il ritorno all’estrema evidenza pubblica del Quirinale con Giorgio Napolitano e fino ai giorni nostri, possiamo dire che da oltre trent’anni sia prevalsa un’interpretazione interventista del ruolo del Capo dello Stato, un notevole protagonismo nelle esternazioni (anche ad alto tasso di politicità), e un visibile allargamento della fisarmonica presidenziale.
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La fisarmonica, com’è noto, è uno strumento musicale che si allarga e si comprime, ed è un’immagine classicamente usata dai costituzionalisti proprio per chiarire come il ruolo del Presidente possa farsi a momenti più discreto e a momenti più visibile. Ecco, da trent’anni la fisarmonica quirinalizia non si comprime quasi mai.
Ma se è così, nonostante tutte le cautele che i media usano, nonostante tutti gli omaggi (e non di rado gli eccessi di zelo retorico) che accompagnano il racconto delle parole e delle azioni di qualsiasi Presidente, anche lui, anche il Capo dello Stato è fatalmente esposto a consensi e dissensi, ai like e al loro contrario.
Sta accadendo in modo evidente con il caso Roggero: e stavolta la posizione del Quirinale appare notevolmente impopolare, o per lo meno decisamente lontana dalla sensibilità di moltissimi cittadini. Materia di riflessione per tutti: se il Colle interviene molto, è fatale che non ci sia solo consenso.
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