Nei carrugi il clima è diventato in un baleno pungente, quello della rivoluzione imminente: «Compagni, arrivano gli Alpini». Un appuntamento che sa di sfida, con i messaggi che passano di portone in portone, da collettivo a collettivo: facciamo vedere di che pasta siamo fatti. No pasarán! Così sono iniziati i mugugni dei circoli femministi di "Non una di meno", che hanno iniziato a calcare la mano sulle penne nere pronte a invadere Genova, come in una riedizione amara di Bocca di Rosa, dall’amore all’assalto preventivo. La sentenza è di quelle inappellabili: «Portano una mascolinità tossica». Il consiglio elargito ha iniziato a girare sui social: «Portate in borsa un fischietto, può servire da deterrente e attirare l’attenzione». Poi, dopo le parole, serviva passare ai fatti. Armati del caro e vecchio spray, gli attivisti hanno fatto il giro del centro storico per lasciare il segno tangibile della loro insofferenza: «Alpini e militari, molestie seriali», «Remigriamo gli Alpini». L’urlo di guerra. Benvenuti in Liguria, nella città della Lanterna, che ospiterà la novantasettesima Adunata nazionale degli Alpini da domani a domenica.
Pd, la diaspora dei riformisti. Madia lascia e va da RenziIl tam tam è stato tale che la sindaca Silvia Salis, per qualche giorno, ha dovuto mettere da parte interviste nazionali e comparsate nei talk show, e occuparsi in prima persona della vicenda. Altro che concerto techno: in poche parole, una grana, dopo le denunce che macchiarono i raduni di Biella e Rimini. Una missione complicata per la prima cittadina che alla fine ha optato per un vecchio adagio: un colpo al cerchio e uno alla botte. Alle femministe ha promesso la mano dura: «Tolleranza zero. Le molestie, anche quelle verbali o travestite da goliardia, non sono folklore, sono violenza». Poi il compito ingrato di parlare al proprio elettorato, quello che l’ha sospinta fino a Palazzo Tursi: «Invito a non trasformare questo fine settimana in uno scontro di trincea». Datevi una calmata.
Chi muove i fili dietro l’accozzaglia che si prepara da Askatasuna a Silvia SalisNel frastuono generale, la sindaca "glamour" in consiglio comunale fa il pieno delle proteste del centrodestra, che la accusa di aver respinto una mozione di solidarietà alle penne nere. E di aver fatto partire troppo tardi la macchina organizzativa dell’evento che porterà a Genova più di 400mila persone. L’adunata, peraltro, fu decisa nel 2024, quando il sindaco di Genova era l’attuale governatore Marco Bucci. Il tempo per organizzare l’accoglienza e i servizi c’era. Alle critiche si associa il deputato di FdI Silvio Giovine: «È inaccettabile che un evento come l’Adunata venga raccontato come un problema di ordine pubblico prima ancora che inizi». Dal Consiglio regionale si fanno sentire Matteo Campora e Federico Bogliolo di Vince Liguria: «Evviva il maggior controllo, ma ricordiamo alla sinistra che gli Alpini sono da sempre esempio di disciplina e rispetto». Insomma, è pronta la battaglia dei carrugi: «Dunde ne vegnì, duve l’è ch’ané».
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