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Forza Italia, Marina Berlusconi cambia tutto ma..."restiamo nel centrodestra"

Foto:  Ansa 

Angela Bruni
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La leadership di Antonio Tajani, così come la collocazione politica di Forza Italia, nel perimetro del centrodestra, non sono in discussione. Questo sarebbe il ragionamento di Marina Berlusconi in queste ore. Sul pranzo di venerdì scorso nella sede Mediaset di Cologno Monzese tra il segretario nazionale azzurro, la primogenita del Cavaliere e il fratello Pier Silvio (presenti Gianni Letta e l'ad di Fininvest spa, Danilo Pellegrino) sono circolate varie ricostruzioni relative al futuro del partito e al rapporto con il governo Meloni in vista delle prossime politiche. Voci forse alimentate e amplificate anche dalla durata della colazione, oltre quattro ore, un vero e proprio vertice fiume, dove certamente la discussione si è dipanata su più temi, in maniera approfondita, con un confronto a 360 gradi, il primo dopo la sconfitta del Sì al referendum sulla riforma della giustizia.

È circolata voce che la famiglia Berlusconi, soprattutto alla luce degli avvicendamenti alla guida dei gruppi di Camera e Senato (con la nomina del liberal Enrico Costa al posto di Paolo Barelli, fedelissimo di Tajani, e di Stefania Craxi al posto di Maurizio Gasparri), d'ora in poi vorrebbe far sentire il proprio peso nel partito. Al punto che qualcuno è arrivato a scommettere che i figli dell'ex premier guarderebbero con favore alla nascita di un nuovo centro intorno al sindaci di Genova Silvia Salis, strizzando l'occhio alla sinistra più moderata e progressista. Non è passato, infatti, inosservato in ambienti azzurri l'articolo pubblicato su 'La Verità' da Paolo Del Debbio, volto storico delle tv Mediaset, considerato interprete di chi non avrebbe visto di buon occhio l'attivismo degli eredi del Cavaliere in politica e su Forza Italia. In realtà, spiegano qualificate fonte azzurre, Marina e Pier Silvio non hanno nessuna intenzione di interferire nelle scelte di partito, imponendo la linea politica, né di scendere in campo.

Nessuna ingerenza, dunque. Semmai, si tratterebbe solo di moral suasion sui temi a loro cari, come il fine vita (e oggi Costa avrebbe annunciato che ogni settimana convocherà il gruppo per discutere su determinati argomenti, iniziando proprio da questo tema, mentre Craxi intende riprendere in mano il dossier sul suicidio assistito al Senato). Una moral suasion, soprattutto, perché venga garantita la massima unità, mettendo da parte polemiche e beghe di cortile, che fanno solo male all'immagine di Fi. Resterà deluso, spiegano dalle parti di Arcore, chi già immaginava una rivisitazione del Patto del Nazareno in chiave anti sovranista. Del resto la presidente di Fininvest, tutte le volte che le hanno chiesto se lei fosse di sinistra, ha sempre risposto: assolutamente no, sono una liberale
berlusconiana e ce l'ho nel mio dna. Chi la conosce bene, infatti, lascia trapelare che per la presidente Fininvest l'appartenenza di Fi alla coalizione di centrodestra, peraltro ideata trent'anni fa da Silvio Berlusconi, resta un punto fermo, così come la leadership di Tajani. Quanto ai rapporti istituzionali con il governo, arriverebbe un convinto sostegno a Giorgia Meloni, che sta lavorando bene, nell'interesse del Paese. Oggi la premier era a Milano ed era circolata la voce di un possibile incontro con la presidente Fininvest, ma non c'è stato nessun faccia a faccia, visto che Meloni era in visita al Salone del Mobile mentre Marina Berlusconi era a Segrate per partecipare all'assemblea dei soci del gruppo Mondadori di cui è presidente.

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