Il governo va avanti fino all'ultimo giorno di legislatura e nessuno si aspetti altro che "serietà e responsabilità da parte nostra". Non ci saranno "regalie dell'ultimo minuto che andrebbero a pesare sul futuro dei nostri figli", non si lanceranno in aria "palloncini destinati a sgonfiarsi un attimo", non si dovrà "inventare niente". È quanto sostiene Arianna Meloni, in un'intervista al Corriere della sera. L'esecutivo continuerà, prosegue la responsabile della segreteria politica di Fratelli d'Italia, ad "adoperarsi per fare il bene dell'Italia: vogliamo costruire un Paese che sia migliore oggi, ma anche domani, non vogliamo inseguire un consenso facile, dal primo giorno ci siamo rimboccati le maniche e messi a lavorare a testa bassa, continueremo a farlo con slancio e abnegazione nonostante un quadro internazionale mai così difficile". Ed è sul fatto che "l'Italia oggi sta meglio di quando Giorgia Meloni è diventata premier che vogliamo essere giudicati al voto", sottolinea la sorella della presidente del Consiglio.
Nicole Minetti graziata da Mattarella per la salute di un familiare minorenneE se alle prossime elezioni non ci fosse un vincitore? "Non ci presteremo ad alcuna soluzione ambigua, governi tecnici o di larghe intese. I governi funzionano solo se alla base ci sono programmi condivisi, non pastrocchi per tirare a campare". "Secondo gli ultimi sondaggi il partito è dato al 29%, più di quello che abbiamo ottenuto quando ci siamo presentati agli italiani, primo e unico caso nella storia d'Italia dopo tre anni e mezzo di governo - tiene a precisare -. Il centrodestra è ancora in vantaggio sul campo largo, che allo stato è più impegnato a lanciarsi strali al proprio interno che a costruire un'alternativa. La riforma della giustizia era nel nostro programma, era doveroso portarla avanti. Dopodiché gli italiani hanno fatto una scelta e ne prendiamo atto. Ma in questa partita sono entrate anche altre variabili: la guerra, le tensioni, le paure, l'instabilità mondiale e la prospettiva di un futuro poco chiaro".
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