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Fratoianni ammette i debiti e la sua pupilla Salis se la prende con Meloni: "Semina odio"

Luigi Frasca
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Da destra ci vogliono dare lezioni di legalità, ma è lo stesso Fratoianni ad ammettere «qualche morosità» del suo movimento. Il segretario di Sinistra Italiana, nel punto stampa, realizzato a margine dell’assemblea nazionale del partito, tenutasi nella capitale, conferma come il soggetto politico che guida, nei fatti, non ha sempre rispettato le regole o meglio non sempre abbia pagato l’affitto, come fa qualsiasi ente o cittadino.
Pur non facendo riferimenti espliciti, il nostro non può far finta di nulla sia rispetto ai famosi 73mila euro che doveva all’Inps, finiti al centro delle cronache nazionali, sia rispetto a quelle morosità riguardanti le sezioni capitoline di Si. Come riportato su queste colonne, solo per il circolo di Testaccio, la storica sede di via Zabaglia, il suo partito deve all’Ater circa 102mila euro di arretrati. Un credito non da poco.

Nonostante ciò, per il compagno Nicola i loro bilanci sarebbero del tutto «trasparenti». Chi, al contrario, dovrebbe dare spiegazioni sarebbero i competitors che compongono l’esecutivo di Palazzo Chigi: «In maggioranza c’è un partito che deve restituire agli italiani 49 milioni di euro. Non accettiamo lezioni da un governo che ha svuotato il fondo affitti». Peccato che quest’ultima parola, soprattutto a Roma, viene ricordata soprattutto usata per i componenti del campolargo.

 

Sul tema ritorna pure la paladina delle occupazioni Ilaria Salis. La neo eletta europarlamentare replica alla premier Giorgia Meloni, che qualche giorno fa aveva parlato di istigazione a delinquere da parte dei movimenti per la casa: «Trovo vergognoso - dichiara ai giornalisti - che alle istanze e alle rivendicazioni sociali si risponda con la criminalizzazione e con lo stato di polizia. Per intervenire sulle questioni sociali si dovrebbe considerarle in maniera seria e intervenire sulle condizioni di vita delle persone, cosa che questo governo si guarda bene dal fare». A tornare all’attacco è pure papà Salis. Su «X» annuncia querele a raffica a quei giornali di destra, che, suo parere, quotidianamente, lo attaccano in modo ingiustificato: «Credo che alla fine di tale storia, con i soldi di questi, mi comprerò almeno una barca da 45 piedi». Il post, ovviamente, scatena un ulteriore dibattito, da parte di chi giustamente non ritiene ingiusto che chi vuole portare a galla la verità debba essere pure minacciato. La figlia Ilaria, intanto, chiarisce come le sue battaglie servano solo a tutelare gli indifesi: «Il movimento di lotta per la casa non toglie niente a nessuno. Sono un’alternativa al racket e alla guerra fra poveri. Rappresentano anche una critica attiva alla politica di abbandono e speculazione edilizia».

 

Una cosa è certa, Ilaria adesso è libera e pronta a combattere per i suoi principi, come riferisce ai cronisti: «Insieme abbiamo dimostrato che la solidarietà nel segno dell’antifascismo e dei diritti non è un ideale astratto, ma una forza concreta, che quando diventa collettiva, diventa travolgente».

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