Lo spartiacque per la sopravvivenza dell'attuale segreteria dem. Le elezioni locali che determineranno i futuri assetti nazionali sulla rive gauche della politica italiana. Una scelta difficile, sofferta, ma tutt'altro che scontata. Sono giorni frenetici, densi di telefonate, di incontri e di messaggi. Un file rouge che, oggi come non mai, lega i destini romani a quelli fiorentini. I quotidiani locali hanno raccontato di un avvicinamento tra Matteo Renzi ed Elly Schlein. Un dialogo, in realtà, mai del tutto interrotto. Ma, al momento, ben lontano dal poter sfociare in un accordo. Anche perché, è banale ricordarlo, Italia Viva esclude il Movimento Cinque Stelle. E questo il segretario dai tre passaporti lo sa bene.
Firenze, Montanari contro il Pd: "Come si sono ridotti"La nativa di Lugano è perfettamente a conoscenza della necessità di non sbagliare questa mossa. Che determinerà la propria sopravvivenza all'interno del Nazareno. Da un lato, il rischio di perdere Firenze (Sara Funaro, se correrà sola, andrà sicuramente al ballottaggio contro Eike Schmidt) è un “lusso” che il numero uno dei dem non si può decisamente permettere. Dall'altro lato della medaglia è indubbiamente significativo ricordare come i Cinque Stelle, a livello nazionale, pesino cinque, sei volte più dei renziani. Almeno, secondo i sondaggi. Vi è poi un altro aspetto che non può essere sottovalutato. Ovvero che c'è una parte importante del Pd fiorentino pronto a far barricate pur di boicottare un eventuale accordo con Iv.
Landini-Conte, manovre a sinistra. L'incontro segreto imbarazza SchleinAnche tra i renziani, non tutti sono convinti che, correre insieme al primo turno, possa portar vantaggi. Un giorno dopo l'altro sta prendendo piede, al contrario, la consapevolezza che mettersi ad un tavolo tra il 9 e il 23 giugno possa garantire maggiori dividendi. In termini di poltrone (leggi: vicesindaco e, almeno, altri due assessori, senza dimenticare un paio di posizioni di rilievo in importanti partecipate) e di successivo peso specifico. Con le mani libere di poter trattare con i dem e, perché no, magari anche col centrodestra.
