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Sanità, l'annuncio del ministro Schillaci: sì allo scudo penale per i medici

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Novità in vista per i medici. Ad annunciarla è stata il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in una intervista al Messaggero: «In merito alla responsabilità sanitaria, credo che siano maturi i tempi per intraprendere la via della depenalizzazione dell’atto medico, a esclusione del dolo, mantenendo la responsabilità civile. Ricordo che la maggior parte delle cause si risolve nell’assoluzione. È un tema di cui, come governo, ci stiamo occupando e verso cui anche il Parlamento ha mostrato sensibilità con la mozione di maggioranza approvata alla Camera».

 

 

Il ministro si è poi soffermato sullo stato di salute della sanità italiana, che «è in fase di cura ricostituente. Ho trovato un sistema ingolfato dopo anni di tagli e disorganizzazione. Non siamo rimasti a guardare. La salute è tornata al centro dell’agenda di governo. Abbiamo aumentato le risorse, come mai avvenuto in passato, con oltre 11 miliardi nel triennio per il Fondo sanitario nazionale. In questo modo potremo aumentare gli stipendi del personale e ridurre le liste d’attesa».

 

 

Interpellato sull’andamento del covid, «la situazione è assolutamente sotto controllo. Monitoriamo costantemente l’andamento del virus», assicura Schillaci. «Monitoriamo costantemente l’andamento del virus. I dati dell’ultimo bollettino settimanale indicano un calo dei contagi, dei decessi e dei ricoveri ospadalieri. Come per l’influenza, è disponibile il vaccino, abbiamo anticipato la distribuzione alla fine di settembre ed è stato consegnato alle Regioni, anche quello proteico». Schillaci indica poi gli obiettivi da raggiungere entro la fine dell’anno: «C’è più di un obiettivo. Aumento dell’indennità di specificità medica e sanitaria; eliminare i tetti spesa per le assunzioni di personale; utilizzare di più gli specializzandi nei reparti dove c’è maggiore bisogno. Sono tutte misure che si aggiungono a quelle già adottate in questo primo anno e che puntano a rendere più attrattivo il lavoro nel servizio sanitario pubblico, sopperire alla carenza di personale e ridurre le liste di attesa». 

 

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