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Berlusconi, “ennesimo vilipendio”. Interrogazione della Lega su Montanari

Christian Campigli
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Un gesto che ha fatto discutere. Che ha spaccato l'Italia in due. Una presa di posizione estrema, di fronte alla morte di un uomo che ha rappresentato il nostro Paese nel mondo. Verrà presentata un'interrogazione della Lega al Ministro dell'Università dopo il no alle bandiere a mezz'asta in segno di lutto per la morte di Silvio Berlusconi opposto dal rettore dell'Università per stranieri di Siena, Tomaso Montanari. “Il Consiglio dei Ministri ha predisposto, dal 12 al 14 giugno, l'esposizione a mezz'asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici dell'intero territorio nazionale e sulle sedi delle rappresentanze diplomatiche consolari italiane all'estero, per la scomparsa del senatore Silvio Berlusconi. Qualcuno non ha perso comunque occasione per fare polemica. In particolare il professor Tomaso Montanari, non nuovo ad atteggiamenti di vilipendio. Infatti il Rettore dell'Università per stranieri di Siena, non si è limitato solo a esternazioni di cattivo gusto, ma si è rifiutato di esporre le bandiere a mezz'asta. Un atteggiamento, oltre che umanamente discutibile, senza precedenti”. Parole di fuoco quelle espresse dai deputati toscani della Lega Tiziana Nisini (prima firmataria dell'interrogazione), Edoardo Ziello ed Elisa Montemagni assieme al collega Simone Billi, capogruppo della commissione Affari Esteri e i componenti della commissione Cultura Giorgia Latini, Rossano Sasso, Giovanna Miele, Simona Loizzo e rese note dall'agenzia di stampa, Adnkronos.

 

 

“Per questo motivo - annunciano i parlamentari del Carroccio - la Lega sta presentando un'interrogazione al ministro dell'Università e della Ricerca per accertarne le responsabilità e per assicurare che l'Università resti un luogo di apprendimento e convivialità apartitico e apolitico”. Montanari è balzato agli onori (si fa per dire) delle cronache in un recente passato, quando ha orgogliosamente partecipato ad un convegno dal titolo emblematico. “Uso politico della memoria e revanscismo fascista: la genesi del Giorno del Ricordo”.

 

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