Proprietà privata quella sconosciuta. Passano gli anni, cambiano i governi, ma la sinistra italiana resta fedele a se stessa. Sempre dalla parte di chi occupa abusivamente, sempre contro chi, con sacrifici e anni di lavoro, ha scelto di investire i propri risparmi nel mattone.
La decisione del governo di inasprire le pene per chi pretende di vivere in immobili non di sua proprietà e di snellire le pratiche e (soprattutto) i tempi degli sgomberi ha portato ad una levata di scudi da parte dei nipotini di Carlo Marx. Tra i primi ad alzare i toni dello scontro politico Alessandro Luparelli e Michela Cicculli, consiglieri comunali in Campidoglio per Sinistra Civica Ecologista.
«Siamo al fianco di chi rivendica il diritto all’abitare. Arriva alla Camera la proposta di legge del capogruppo di FdI, Foti, che prevede una modifica dell’articolo 634 del codice penale introducendo il reato di turbativa violenta del possesso o della detenzione di cose immobili, puntando proprio a colpire le occupazioni. Vorremmo ricordare al governo che l’occupazione di immobili non è un’aspirazione di vita; è nella maggior parte dei casi una scelta obbligata e sofferta, una condizione di precarietà che non trova risposta nelle politiche abitative pubbliche».
Seguendo il ragionamento dei due consiglieri capitolini, se una persona si trova in difficoltà, perché ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, avrebbe quindi il diritto di occupare alloggi di altri cittadini. Addossando a questi ultimi oneri che non appartengono loro. Una sorta di enorme gioco dello scaricabarile: lo Stato investe (secondo questo ragionamento) poco sul sostegno ai più deboli (nonostante usi, per il reddito di cittadinanza, oltre sei miliardi di euro l’anno), le case popolari sono spesso malandate, le graduatorie difficili da scalare. Quindi che fare? Smettere di pagare l’affitto, consapevoli che, per almeno due anni, due anni e mezzo nessuno oserà procedere allo sfratto. Oppure occupare alloggi sfitti, di assicurazioni e banche, ma anche di comuni cittadini.
«Carcere, sgombero, multe. È anticostituzionale. Il diritto alla casa è nella Costituzione italiana – sostiene Marzia Mecocci, portavoce del Movimento di lotta per la Casa di Firenze - Il bisogno della casa non lo argini con l’inasprimento delle pene, con il carcere o le multe sono necessarie soluzioni alternative per chi rimane senza casa, senza lavoro e non può aspettare assegnazioni: sta per la strada. Spesso non rimane altra alternativa di occupare. A Firenze alla ripartenza, dopo la pandemia ci sono stati 2.400 sfratti in un anno, 140 al mese se si è disperati, in mezzo alla strada è quasi una legittima difesa: non sembrano esserci alternative alle occupazioni».
I tromboni progressisti non perdono l’occasione nemmeno per schierarsi dalla parte di chi, in nome magari di una giusta causa come quella ambientalista, sono pronti a rovinare e distruggere i più importanti e prestigiosi monumenti del Belpaese. «Non è tollerabile che manifestazioni pacifiche di protesta contro i cambiamenti climatici vengano considerate impropriamente e gestite come pericolosi atti di violenza – ha sentenziato il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in commissione Affari costituzionali della Camera, Filiberto Zaratti, che ha rivolto una interrogazione ai ministri Piantedosi, Pichetto Fratin e Sangiuliano - Gli attivisti di Ultima Generazione hanno fatto della non violenza un proprio inalienabile principio. Altri gruppi ambientalisti hanno organizzato azioni eclatanti ed ugualmente non violente: Extinction Rebellion ha bloccato un ponte a Bologna, mentre Roma Climate Strike ha fatto irruzione nell’aeroporto di Ciampino per bloccare il Terminal dei jet privati.
Recentemente sono state fatte perquisizioni nelle case dei ragazzi che hanno spruzzato vernice su Palazzo Vecchio a Firenze: senza dubbio un provvedimento sproporzionato rispetto ai reati contestati, quasi una escalation muscolare che sembra dovuta alla forte risonanza mediatica delle iniziative dei gruppi ambientali. I tre ragazzi di Ultima generazione che il primo gennaio hanno imbrattato il portone del Senato, arrestati in flagranza e rimessi in libertà, sono accusati di danneggiamento aggravato e rischiano fino a cinque annidi carcere. Tutto questo è spropositato: a meno che questo governo non intenda negare i cambiamenti climatici, inverta la rotta nei confronti di iniziative meritorie e volutamente eclatanti». Si, avete letto bene: imbrattare il portone del Senato, macchiare di arancione Palazzo Vecchio o bloccare il terminal di Ciampino rappresentano «iniziative meritorie».
