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Elezioni 2022, la Lega torna a Pontida

Daniele Di Mario
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Un’edizione da record. La Lega torna e riparte da Pontida. Il tradizionale raduno del Carroccio ritorna dopo due anni di pandemia. L’ultima volta che il popolo leghista si riunì in provincia di Bergamo era il 15 settembre 2019. Da quel giorno è passata una vita. All’epoca,, il partito di Salvini era reduce dall’exploit delle elezioni europee (superò il 34%) e dal Papeete, stabilimento balneare in cui il segretario pronunciò il famoso «qualcosa si è rotto» che anticipava la crisi di governo e la fine dell’esperienza giallo-verde e del Conte I. Domenica Salvini riparte da Pontida per serrare i ranghi in vista delle prossime elezioni politiche. Con l’obiettivo di non accontentarsi. «Non finirà come nel 2018 - assicura a Rtl - Il centrodestra vincerà ampiamente. L’obiettivo della Lega è governare questo Paese. Una percentuale che mi farebbe felice? L’altra volta abbiamo preso il 17% e quindi dico migliorare quel risultato. Domenica 25 tocca a noi, andiamo a vincere».

Un traguardo ambizioso. Per raggiungerlo Salvini ha bisogno del suo popolo, quello della Lega che ha preso al 3% e ha portato a essere primo partito italiano. Ma non esiste storia politica senza tradizione. E Pontida è parte integrante della cultura leghista. Dalla Lega Nord alla nuova Lega per Salvini Premier, molte delle scelte più importanti del partito di via Bellerio sono state annunciate qui. Il tradizionale raduno politico dei militanti leghisti è nato il 20 maggio 1990, quando si tenne la prima edizione. Sul quel prato lungo la strada statale 342, definito dai militanti il «sacro suolo», veniva issata la bandiera della Padania e veniva suonato il Va pensiero di Giuseppe Verdi, coro collocato nella parte terza del Nabucco e scelto quale inno della Padania.

In trentadue anni, sono state saltate solo tre edizioni: 2006, 2012, 2020 e 2021. Ma nel 1992 se ne tennero due, come avvenuto anche nel 1994, nel 1995 e nel 1996, mentre i raduni nel 1993 furono addirittura tre. La località fu scelta da Umberto Bossi non a caso: a Pontida, secondo la tradizione, si sarebbe tenuto il giuramento che portò alla nascita della Lega Lombarda per contro Federico Barbarossa. Era il 7 aprile 1167. Una data che il Senatùr volle commemorare. Dal 1990 al 2017 il Comune bergamasco ospita i raduni della Lega Nord, dal 2018 in poi quelli della Lega per Salvini premier. Tre i segretari che sono saliti su quel palco: Bossi appunto, poi Roberto Maroni e, infine, Salvini, assiduo frequentatore del raduno negli anni della militanza e degli esordi in politica.

Militanza, folklore, politica, vita istituzionale. Tutto questo si fonde a Pontida. Bandiere della Padania, effigi di Alberto da Giussano, vessilli leghisti, militanti con almi celtici e spade. Ma anche la secessione e il federalismo, riforme evocate come la Terra Promessa. Perché Pontida, per anni, ha rappresentato la Canaan del Carroccio. Qui la Lega è nata, qui ha celebrato le prime affermazioni elettorali inveendo contro Roma ladrona. E sempre qui ha celebrato l’ingresso nel primo governo Berlusconi, ne ha sancito la rottura e poi ha annunciato la riconciliazione nel centrodestra. Terra promessa, suolo sacro.

Oggi la Lega è un partito completamente diverso. È un movimento nazionale, non parla più di secessione, alcuni termini sono stati aggiornati. C’era il federalismo. Oggi c’è l’autonomia rafforzata delle Regioni. Il tema della sicurezza e dell’immigrazione rappresentano un elemento di continuità. Come Matteo Salvini, che ha preso un partito in agonia e geograficamente limitato e l’ha reso forte e nazionale, in grado di rappresentare categorie, Regioni, professioni, ceti sociali differenti. «Sarà un’edizione da record», spiegano da via Bellerio. Top secret ancora la scaletta degli interventi. Di certo la presenza di militanti sarà massiccia. Oltre duecento i pullman già prenotato. Di questi undici partiranno dal Lazio, spiega il segretario regionale Claudio Durigon. «Ma molti militanti hanno già prenotato il treno o verranno in auto», spiega. Solo dal Lazio saliranno a Pontida oltre mille persone. Ci saranno i candidati ai collegi uninominali Federico Freni, Simonetta Matone, Giulia Bongiorno, Nicola Ottaviani e i candidati al Parlamento nel Lazio. E poi consiglieri regionali e comunali, sindaci. Ma soprattutto tanta gente comune. Perché a Pontida i protagonisti sono sempre stati i militanti. Com’era Salvini tanti anni fa.
 

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