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Giuseppe Conte svela il retroscena su Letta, Di Maio e Draghi: hanno agito per farmi fuori

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«Di Maio, il ministro degli Esteri, durante il conflitto in Ucraina, ha creato uno smottamento nell’equilibrio precario della maggioranza e ha formato una nuova formazione, accusando il Movimento 5 stelle di essere una minaccia per la sicurezza nazionale. Né il presidente del Consiglio, che è venuto in Parlamento e non ha voluto dialogare, né il Pd hanno detto nulla», non la chiamo «congiura, il complottismo non mi appartiene, però non è tutto normale». Lo ha detto il presidente del M5S Giuseppe Conte intervistato dal direttore de La Stampa, Massimo Giannini, per la trasmissione "30 minuti al Massimo". E sulla presunta telefonata di Mario Draghi a Beppe Grillo per chiedergli di sostituire Conte dal vertice del Movimento, l’ex premier risponde: «Io credo a Grillo».

 

 

 

 

Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, avanza la proposta della riduzione dell’orario di lavoro a parità salariale. «È un tema forte, importante. Tutti gli studi in materia dimostrano che non è vero che più si lavora e più si è produttivi, oltre una certa soglia la produttività non migliora affatto, anzi. In Italia ci ritroviamo con una media di ore lavorate all’anno, che è la più alta in Europa: noi siamo a circa 1.723 ore l’anno, in Germania a 1.356 e hanno una produttività molto più elevata», afferma Conte, in un’intervista con il direttore de La Stampa, Massimo Giannini, per la trasmissione "30 minuti al Massimo", pubblicata sul quotidiano. «Possiamo partire da quattro ore di riduzione sulle 40 settimanali», specifica Conte.

 

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