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Mario Draghi, il politologo Gianfranco Pasquino smaschera l'anomalia italiana: "Nessun governo in Europa..."

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Il governo di Mario Draghi e molti che lo hanno preceduto è il frutto di un'anomalia tutta italiana, effetto della crisi dei partiti, che si riverbera sulle scelte e sulle strategie dell'esecutivo, prigioniero dei veti e alla continua rincorsa dell'emergenza. Il politologo Gianfranco Pasquino nel corso della puntata di martedì 5 luglio de L'aria che tira, su La7, analizza il momento politico alla vigilia del faccia a faccia tra Mario Draghi e Giuseppe Conte di mercoledì 6 luglio. 

 

"Questo governo e tutti i governi che abbiamo avuto è costituzionale e legittimo, ha la fiducia delle camere e la Costituzione non prevede che il premier debba essere un parlamentare", spiega il politologo. "Quando i parlamentari e i partiti non riescono a esprimere un capo di governo, è giusto che sia il presidente della Repubblica a nominarlo. Ma questa resta un'anomalia italiana, in nessuna democrazia europea il capo di governo non è un parlamentare e non è il capo di un partito. C'è un problema, e in questo momento Draghi è la soluzione. Ma non possiamo continuare a sperare in soluzioni di questo genere. I partiti dovrebbero darsi una regolata..." è l'analisi di Pasquino. 

 

L'agenda del governo è sempre di più è dettata alle emergenze e manca di strategia politica. "I governi di larghe intese come questo sono per forza di cosse complicati perché vuole ognuno vuole qualcosa", spiega il politologo. I politici inseguono le loro misure "bandiera", "preferenze legittime che provano a far passare. Draghi è un equilibrista in questo senso però rimane che le agende dei governi di questo tipo sono complicate e a volte confuse", conclude Pasquino. 

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