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il mediatore

Ucraina, Silvio Berlusconi per ora tace ma è molto preoccupato: rischi anche per la Russia

Di fronte all’invasione russa dell’Ucraina spicca il silenzio di Silvio Berlusconi. Un silenzio che fa molto rumore dentro Forza Italia per gli stretti rapporti di amicizia tra il leader azzurro e il capo del Cremlino, anche se Antonio Tajani ha subito condannato con fermezza l’attacco militare, appellandosi al senso di responsabilità di Vladimir Putin per scongiurare un conflitto nel cuore dell’Europa dagli effetti imprevedibili. «Condanniamo fermamente l’aggressione militare russa alla quale assistiamo con grande preoccupazione», twitta di primo mattino, alle 7.34, il vicepresidente del Ppe dopo aver sentito l’ex premier per poi aggiungere: «Sosteniamo l’unità dell’Occidente dinnanzi a questa ennesima violazione della Carta delle Nazioni Unite». 

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Alle 10 il coordinatore nazionale forzista, in tv, rincara la dose: «È una vera e propria invasione, va fermata per perseguire la pace. Servono sanzioni mirate ed efficaci, che non siano controproducenti». Tutti si chiedono se il Cav, appena scoppiato il conflitto, abbia chiamato ‘l’amico Vladimir’ per convincerlo a desistere, memore dello spirito di Pratica di mare nel 2002. Tajani esclude contatti («Non credo che Berlusconi e Putin si siano parlati...») e si rivolge al presidente della Federazione russa: «I messaggi da parte nostra sono certamente di fare una rapida marcia indietro, Putin dovrebbe comprendere che questa non è la strada giusta per ottenere dei risultati positivi per la Federazione russa». 

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Dopo Tajani si contano sulle dita della mano le dichiarazioni forziste: parlano Matteo Perego, vicepresidente dei deputati («Lavoreremo per imporre severe sanzioni»), il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè («l’invasione è un fatto gravissimo») e il ministro Mariastella Gelmini («Saremo al fianco degli alleati europei e della Nato per assumere quanto prima le necessarie contromisure»). Unico bastian contrario, il deputato Elio Vito: «Silvio condanni l’amico Putin, Fi esca dall’ambiguità». Preferisce tacere in pubblico, invece, l’ex premier, almeno fino ad ora. Da Arcore si limitano a dire che le parole di Tajani sono state concordate con il Cav e corrispondono al suo pensiero. Il presidente di Fi viene descritto molto preoccupato per le conseguenze del conflitto in Italia e in Europa, ma anche per i rischi a cui andrebbe incontro la stessa Russia. Resta, naturalmente, l’offerta dell’ex premier di fare da mediatore per provare a trovare una soluzione diplomatica alla crisi.

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