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M5s scissione, Travaglio-Pedullà che botte e schiaffoni! Il Fatto sbava per Conte, La Notizia per Grillo

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Divise irrimediabilmente anche le firme di punta del grillismo. Come era prevedibile Marco Travaglio che era stato folgorato sulla via di Giuseppi schiera il Fatto quotidiano (ed è dire poco) a favore di Giuseppe Conte addirittura dileggiando Beppe Grillo descritto come un vecchio rincoglionito che tutti i militanti (è il suo invito) dovrebbero abbandonare solo. Si schiera invece con il fondatore del M5s Gaetano Pedullà, che pubblica all'indomani della rissa un editoriale dal titolo “Beppe ha le sue ragioni”.

Travaglio scrive che “Beppe non riflette più. Fino a qualche tempo fa, ci inviava delle lettere firmate “Beppe Grillo e il suo neurologo”. Poi, tragicamente, il suo neurologo morì. E se ne sente la mancanza. Barricato nel suo bunker, in piena sindrome di Ceausescu, l’Elevato si rimira allo specchio e si dice quanto è bravo. È come l’automobilista che imbocca l’autostrada in contromano e pensa che a sbagliare siano tutti gli altri”.  Secondo Travaglio se Grillo “è lucido, sta lavorando scientemente per il re di Prussia e dunque va messo in condizione di non nuocere. Se invece è bollito, sta lavorando inconsapevolmente per il re di Prussia e dunque va messo in condizione di non nuocere. Come? Lasciandolo solo, cioè nella condizione che ormai predilige”.

Di tutt'altro tenore il commento di Pedullà, che pure spera ancora un po' ingenuamente in una ricomposizione Grillo-Conte. Secondo lui però Giuseppi si sarebbe fatto “portare per mano da cattivi consiglieri, nonostante la disastrosa lezione della lista Monti e la facile previsione che i più lesti a saltare sul suo carro saranno alla bisogna i primi a scenderne”. E di Conte vaticina: “è difficile capire che altro possa fare se non il capo di una correntina del Pd. Davvero poco per gettare alle ortiche una storia politica che ha innovato come nessun’altra da decenni il nostro Paese”.

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