Diffida alla Casellati da Boccardi: eletto senatore e non proclamato. Possibile danno erariale
Michele Boccardi ha mandato una diffida alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Assistito dall’avvocato Gianluigi Pellegrino, Boccardi vuole il suo posto da Senatore e con una lettera avente per oggetto la diffida per “Danno erariale e Omissione atto di ufficio” si è mosso per vedere riconosciuto il proprio diritto. Lo scorso 24 settembre, si legge nel documento, la Giunta delle Elezioni e delle Immunità si è definitivamente pronunciata in merito al ricorso proposto da Boccardi contro l’elezione di Carmela Anna Minuto a Senatrice della Repubblica, accogliendolo e così deliberando la sua decadenza e, conseguentemente, di “proporre al Senato - disattesa ogni avversa istanza - l’annullamento dell’elezione della senatrice Minuto nella regione Puglia” con conseguente proclamazione di Boccardi.
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Ad oggi, accusa il diretto interessato, nonostante reiterate sollecitazioni nulla è stato calendarizzato. Nella diffida si sottolinea una “chiara volontà di non calendarizzare in evidente privilegio per l’illegittima attuale occupante il seggio è l’analisi dei ben diversi tempi con cui codesta stessa Presidenza ha invece calendarizzato i deliberati della Giunta delle Elezioni e delle Immunità per i ricorsi relativi alle regioni Calabria ed Emilia Romagna. Dunque, una speculare vicenda rispetto alla presente, si discute e conclude con il deliberato in Aula del Senato in meno di trenta giorni”. Nel caso in questione che riguarda la Puglia dopo nove mesi non è ancora accaduto nulla.
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Infine si evidenzia che “in casi precedenti i giudici nazionali sono fermi nel riconoscere al soggetto illegittimamente non proclamato arretrati e danni all’immagine che per il caso dell’onorevole Faggiano furono determinati in 1,7 milioni di euro, danno erariale che dunque la Casellati sta provocando con la sua inerzia. Si intima pertanto a procedere senza ulteriore indugio riservandosi in difetto il dott. Boccardi ogni azione a tutela anche ai sensi dell’art. 328, comma 2, c.p.”. La mossa dell’avvocato avrà i suoi effetti sulla presidente del Senato?
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